Aurora

Sito d'Informazione Internazionalista
domenica, 26 agosto 2007

Notiziario Strategico N°6

Salve,
EccoVi il sommario del Notiziario Strategico N°6 del Bollettino Aurora:

Federazione Russa:
- La Russia Approva la Produzione in serie del Missile Bulava
- La Russia costruirà presto un Prototipo del caccia di quinta generazione
- Putin visita la nuova stazione radar del Baltico
- La Russia Conduce Wargames Strategici sopra e sotto l'Oceano Artico
- L'Aviazione Strategica della Russia compie Esercitazioni Tattiche nell'Artico
- Bombardieri nucleari Russi compiono esercitazioni sul Polo Nord
- I bombardieri Russi sempre più vicini agli USA
- Testo Ufficiale dell'annuncio di Putin sui bombardieri
- La Russia riprende i pattugliamenti dei bombardieri strategici dell'era Sovietica
- La spedizione della Russia ha piantato una bandiera dell'Abkhazia sul fondo dell'Artico

Eurasia:
- I Piani del Patto di Shanghai
- Il leader dell'Iran dice che lo scudo anti-missile degli USA minaccia la sicurezza dell'Eurasia

Repubblica Popolare della Cina
- La Cina Mostra il suo nuovo Equipaggiamento Militare


Disponibile su Sito Aurora
Aurora Altervista

Ed inoltre nella pagina EurAsia:
- L'India nella prima linea della Guerra dell'Energia
- L'India tra euforia nucleare e insurrezione Naxalita
- Iran: Energia, Sicurezza e Giustizia

Gli articoli sono disponibili su: Eurasia
e Aurora Altervista - Eurasia

Saluti
Alessandro Lattanzio

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domenica, 26 agosto 2007

La NASA nasconde la verità sul Global Warming

La NASA nasconde la verità sul Global Warming
Luca Savorani
Meteolive 13 Agosto 2007, ore 11.13

uraganoLe ultime sconcertanti rivelazioni indicano che non è più il 1998 l'anno più caldo, ma è il 1934 e ben 5 tra gli anni roventi del 900 si collocano prima della seconda guerra mondiale!
Un gruppo di scienziati statunitensi guidati dal climatologo Steve McIntyre, analizzando i dati delle temperature prodotti dalla NASA per la realizzazione di modelli climatici, ha trovato alcune discrepanze nei valori degli ultimi decenni. Mentre controllava alcuni dati storici ha notato una discontinuità nei valori termici tra la fine degli anno 90 e i primi anni del nuovo secolo.
I dati, ottenuti da Reto Ruedy e da James Hansen, scienziati della NASA, potrebbero essere stati manipolati per scopi politici ed economici, sostiene il climatologo statunitense Steve McIntyre. La NASA tuttavia, ammettendo la svista, sostiene di non aver alterato intenzionalmente i dati ottenuti.
Secondo le ultime sconcertanti rivelazioni, l'anno più caldo del 900 non è più il 1998, ma bensì il 1934! La nuova classifica pone il 1998 al secondo posto, nella graduatoria delle annate più calde su scala globale, mentre al terzo posto troviamo il 1921. Il dato più interessate che sta creando un certo imbarazzo nel mondo scientifico è che 5 tra i 10 anni più caldi del secolo, si presentano nella prima metà del 900, tutti antecedenti al seconda guerra mondiale!
Inserendo i nuovi dati corretti nei modelli climatici, risulta che le temperature globali hanno subito un aumento, tra la fine de 900 e
i primi anni del nuovo secolo, molto inferiore alle precedenti proiezioni, con uno scarto del 2-4%.
Insomma la propaganda statunitense sul Global Warming potrebbe far parte di un enorme progetto politico su scala globale, con interessi
economici che vanno molto al di là delle nostre conoscenze. Ma la notizia potrebbe essere presto insabbiata dalle grandi multinazionali impegnate nello sviluppo di energie alternative, il grande business del XXI secolo!

A scoprire l'errore dell'agenzia spaziale è stato un blogger Roma, 17 ago. (Ap) - Le autorità della Nasa hanno ammesso di non aver aggiornato i dati relativi al surriscaldamento del pianeta e di aver così utilizzato dati di riferimento errati negli ultimi sette anni. A scoprire l'errore e a costringere la Nasa al "mea culpa" sarebbe stato un blogger. Lo riferisce l'edizione online del Times.
Gli esperti dell'Agenzia spaziale avrebbero dovuto ammettere che quella passata è stata la quarta estate più calda piuttosto che la terza, come avevano precedentemente dichiarato. Secondo quanto riporta il Times i dati erano alterati dal 2000 e le temperature degli Usa risultavano circa 0.15 gradi centigradi più elevati dei dati reali.
Una variazione che, afferma l'esperto climatico del Times, Paul Simons, non comporterebbe comunque alterazioni significative dei dati ufficiali.


Notizie Alice
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domenica, 26 agosto 2007

ALCUNE CONSIDERAZIONI SUGLI ULTIMI AVVENIMENTI DI NATURA FINANAZIARIA

ALCUNE CONSIDERAZIONI SUGLI ULTIMI AVVENIMENTI DI NATURA FINANAZIARIA
F. D'Attanasio Ripensare Marx 13 Agosto

royalyachtbritanniaSi ritorna a parlare di problemi finanziari a carattere internazionale e sembra che si siano verificate le prime avvisaglie di ciò che molti analisti, economisti ed esperti vari lasciavano solo trapelare moto pallidamente nei loro discorsi ma che non hanno mai detto chiaramente. Chiunque segua con un po’ di attenzione queste discussioni e dibattiti si sarò reso conto di quanta incertezza siano carichi gli stessi, considerando anche il fatto che il più delle volte è molto difficile decifrarne completamente il significato. In linea generale, per quel che ne ha potuto capire una persona inesperta come me il quale spesso si cimenta nel cercare di capirci qualcosa, penso si possa dire che gli esperti di ogni ordine e grado in genere tendono ad essere ottimisti su quel che possono essere gli esiti di certe situazioni economiche-finanziarie che si vengono a consolidare a livello nazionale e/o internazionale.
Il copione è sempre lo stesso, alla fine di ogni bella disamina le conclusioni sono sempre identiche a se stesse, chiunque le pronunci o scriva: un invito ai risparmiatori ad avere fiducia poiché i fondamentali dell’economia rimangono buoni ed il futuro non è affatto così “nero†come qualcuno si diverte a dipingere magari per il solo gusto di seminare paura e sconforto tra la gente. Mi rimane alquanto difficile pensare che questi “guru†dell’economia esprimendosi con siffatti toni lo facciano in buona fede, penso al contrario che la loro strategia di fondo sia di far abboccare i “pesci†piccoli a tutto vantaggio dei grossi operatori finanziari. Però penso ci sia un’altra verità, come La Grassa ha descritto bene in un suo ultimo intervento sul blog ripensaremarx, vale a dire che anche questi “emeriti professori†non hanno comunque completamente il polso della situazione trattandosi appunto di questioni molto complesse le cui variabili in gioco sono infinite.
Nella stragrande maggioranza dei casi le loro previsioni anche nel breve termine, si rivelano completamente sbagliate; ma ciò che più irrita è proprio il fatto che nonostante ciò, tali “professori†continuano ad essere considerati tali e gli si continua imperterriti a lasciare spazio in ogni dove in maniera tale che possano ancora a lungo indisturbati a turlupinare l’opinione pubblica. Il punto è che quando si verificano situazioni di crisi (le quali possano essere di varia natura e portata) chi ci rimette le penne sono sempre i piccoli risparmiatori, gli effetti sono più o meno traumatici a seconda dell’entità delle stesse. Come dimenticare i casi dei bond e delle azioni della Cirio e della Parmalat? Le agenzie di rating, seppur ben informate sul reale stato finanziario di queste società, emettevano giudizi positivi fino a qualche giorno prima della debacle, mentre le banche alla svelta si liberavano dei titoli di dette società mollandole agli ignari risparmiatori per giunta loro clienti.
Ditemi voi se questa non è delinquenza pura appannaggio esclusivo di chi detiene realmente il potere. Ma ritorniamo ai fatti più recenti, vale a dire alla crisi dei mutui americani. Ciò che a me ha colpito maggiormente di primo acchito dell’intera vicenda è stato il seguente fatto: tra Giovedì e Venerdì scorsi la Bce per far fronte alla forte richiesta di liquidità da parte delle banche europee esposte ai mutui americani interviene a più riprese assicurando più di 150 miliardi di euro al sistema, mentre la Federal Reserve fa altrettanto ma con una, per così dire, piccola differenza, vale a dire l’iniezione di denaro da parte della banca centrale americana ammonta appena a 40 miliardi di dollari cioè, considerando il rapporto di cambio, di meno grosso modo un quarto dell’esborso fatto dalla sua consorella europea. La ragione è semplice e va individuata nelle cosiddette cartolarizzazioni: le istituzioni finanziarie americane dopo aver concesso mutui in maniera molto facile, cioè anche a chi era ad alto rischio di insolvenza (cosa che in Europa non è affatto possibile, sappiamo anche in Italia che affinché una qualsiasi banca possa concedere un mutuo deve avere delle garanzie molto stringenti da parte di chi ne fa richiesta) li hanno venduti a loro volta, dopo averli divisi in tanti pezzi, a terzi investitori.
A conti fatti dunque, alla fine della partita, i più esposti a questa crisi sono risultate paradossalmente proprio le banche europee e non quelle americane, quindi gli europei oltre a non poter accedere ai prestiti a condizioni facilitate come gli americani, subiscono la beffa di doversi accollare le conseguenze negative derivanti dall’insolvenza di chi ha ottenuto facilmente prestiti negli USA. Come è possibile che le banche europee si espongano così tanto rispetto ad investimenti rischiosi, molto di più di quelle americane? Può essere considerato questo un’ulteriore dimostrazione della dittatura finanziaria americana sull’Europa? Io penso proprio di sì, si pensi solo ai cosiddetti parametri di Maastricht.
Mentre gli USA si possono permettere di essere bellamente il paese più indebitato del mondo sia per quanto riguarda la bilancia dei pagamenti che il bilancio federale, per i paesi dell’Unione Europea è prioritario l’abbattimento del debito pubblico. Allora non sono stati questi parametri congeniati per cercare di tenere in equilibrio un sistema del genere grazie al dirottamento di grandi risorse finanziarie (ottenuto fra l’altro, aspetto questo non di second’ordine, con le finanziarie così come vengono varate in Italia) dall’Europa agli Usa? Come può un paese o un sistema di paesi (se tale può essere considerato l’Unione Europea) rilanciare un proprio sviluppo economico-produttivo se la classe dirigente politica, in presenza di una classe imprenditorial-finanziaria completamente parassitaria come è quella italiana, è impossibilitata a ricorrere all’indebitamento per reperire le risorse necessarie da investire nei settori più strategici ed avanzati dell’economia?
Il punto è che i risparmi che vengono conseguiti nell’area dell’euro, dovendosi rispettare i famigerati parametri, diventati oramai un dogma indiscutibile ma che tali in realtà non possono essere, vengono dirottati negli USA per finanziarie l’indebitamento di questo paese grazie proprio all’azione egemonica congiunta, politica e finanziaria, del potere americano di cui le nostre classi sub-dirigenti preferiscono essere felicemente succubi. Ma a questo punto voglio cogliere l’occasione per ricordare quanto avvenuto nel lontano (si fa per dire) 1992: un episodio, a mio avviso, cruciale per le sorti economiche e sociali del nostro povero paese. Con svendite a rotta di collo e a vastissimo raggio della nostra valuta nazionale viene lanciato, da parte di apparati finanziari vicini agli anglo-americani, un attacco speculativo che porta a una svalutazione della lira del 30% ed al prosciugamento delle riserve della Banca d’Italia con Ciampi che, per arginare la catastrofe, arriva a bruciare 48 miliardi di dollari.
I due massimi responsabili della lira erano in quel momento Carlo Azeglio Ciampi, governatore, e Lamberto Dini, direttore generale della banca centrale, poi diventati presidenti del consiglio dei due governi tecnici responsabili delle privatizzazioni su tutto il fronte e di tagli micidiali alla spesa pubblica, come suggerito da Maastricht.
Tutto ciò avviene in concomitanza di una, a quanto pare importantissima riunione, tenutasi al largo di Civitavecchia sul panfilo più lussuoso e prestigioso del mondo: il "Britannia" della regina Elisabetta. Oltre alla sovrana, tra i passeggeri figurano i rappresentanti delle banche più importanti e manovriere della finanza anglo-americana, e per l’Italia, Mario Draghi, Beniamino Andreatta, collaboratore di Romano Prodi e, privo però di conferma, il ministro del Tesoro Barucci. Le procure di Roma e Napoli tentarono addirittura di aprire dei procedimenti penali a carico di detti personaggi per aver provocato la svalutazione con mezzi illeciti della moneta nazionale e dei titoli di Stato (aprendo poi le porte alla cannibalizzazione dell’economia italiana da parte delle forze finanziarie straniere in primis statunitensi), ma il tutto come sempre succede in tali situazioni svaporò nel nulla. Una crisi che portò anche allo scioglimento del Sistema Monetario Europeo (SME).
Nell’incontro segreto sulla barca della regina si era, tra le altre cose, complottata la completa privatizzazione delle partecipazioni statali – asse portante dell’economia italiana – a prezzi stracciati grazie alla svalutazione. Presidente del Consiglio allora era Giuliano Amato. Prodi successivamente ed in perfetta contiguità con questo piano criminale governò in prima persona lo smantellamento dell’IRI. Passarono in mani straniere, oltre a buona parte del sistema bancario, i colossi dell’energia e delle comunicazioni, l’IRI, Buitoni, Invernizzi, Locatelli, Galbani, Neuroni, Ferrarelle, Peroni, Moretti, Perugina e molte altre aziende dei settori strategici. L’Italia diventa così quella colonia buona per tutte le rapine, esterne ed interne, con la partecipazione attiva dei massimi rappresentanti del mondo politico ma soprattutto dell’area detta di centro-“sinistraâ€.
Importante fu chiaramente anche il ruolo delle agenzie di rating, la maggior parte delle quali americane, che si accanirono contro l’Italia declassando i Bot e contribuendo così allo tsunami sulla nostra moneta. Effetto collaterale della cospirazione fu lo smantellamento dello SME e, quindi, una botta micidiale all’Europa che Bettino Craxi attribuì a "potenti interessi, avversari dell’Unione Europea, che pare si siano mossi allo scopo di spezzare le maglie dello SME". Cinque anni dopo Mario Draghi, uno dei massimi protagonisti dello sfascio italiano, diventa vicepresidente di una delle più potenti realtà finanziarie del mondo, la Goldman Sachs (statunitense), come premio per i servigi resi; successivamente ancora, come sappiamo, viene messo a capo della Banca d’Italia, instaurando così un conflitto d’interessi da ridurre quello di Berlusconi a truffa da Monopoli, conflitto tra la sua passata affiliazione nella banca d’affari americana (ma con legami oggigiorno ancora ben vivi e stretti con i più potenti apparati finanziari d’oltre atlantico) e quello che dovrebbe essere il suo ruolo di salvaguardia della nostra moneta e, dunque, della nostra economia.
Alla manovra sull’Italia, ne comunque seguirono altre, su Tailandia, Malaisia, Indonesia, Singapore e fu la fine, o almeno il ridimensionamento di quelle "tigri asiatiche" che tanto avevano disturbato le strategie egemoniche imperialiste degli USA.
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domenica, 12 agosto 2007

Intermezzo Anti-Luxuria: Alexis Amore & Ashton Moore

02
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domenica, 12 agosto 2007

Caro Occidente smetti di salvare l'Africa

"Caro Occidente smetti di salvare l'Africa"
L'accusa di uno scrittore americano-nigeriano che vive tra Lagos e gli Usa
UZODINMA IWEALA la Repubblica, 31 luglio 2007

society_2238_0L'autunno scorso, poco dopo il mio ritorno dalla Nigeria, mi sono sentito chiamare da una disinvolta studentessa, una bionda che portava intorno alla vita un filo di perle africane intonate ai suoi occhi azzurri. «Salviamo il Darfur!» gridava la ragazza da dietro un tavolo coperto di opuscoli che esortavano gli studenti a mobilitarsi subito: «Take Action Now! Stop Genocide In Darfur!».
Data la mia avversione per la facilità con cui gli studenti dei college si imbarcano nelle cause più in voga, stavo passando oltre; ma la ragazza mi ha bloccato gridando: «Non vuole aiutarci a salvare l'Africa?».
A quanto pare, in questi ultimi tempi l'Occidente, oppresso dai sensi di colpa per la crisi che ha creato in Medio Oriente, si rivolge all'Africa per redimersi. Studenti idealisti, celebrità come Bob Geldof e politici come Tony Blair si sentono investiti della missione di portare la luce nel Continente Nero. E atterrano qui per partecipare a seminari e programmi di ricerca, o per raccogliere bambini da adottare - un po' come i miei amici di New York quando prendono la metropolitana per andare al canile municipale a cercare un randagio da portarsi a casa.
Questa la nuova immagine che l'Occidente dà di se stesso: una generazione sexy e politicamente attiva, che per diffondere il verbo privilegia i paginoni dei rotocalchi con in primo piano la foto di qualche celebrità, su uno sfondo di africani stremati. E non importa se a volte le star impegnate nei soccorsi hanno volti emaciati - sia pure volontariamente - quanto quelli degli affamati che vogliono soccorrere.
L'aspetto più interessante è forse il linguaggio usato per descrivere quest'Africa da salvare. Ad esempio, la campagna pubblicitaria di "Keep a Child Alive" ("Mantieni in vita un bambino"), che ha scelto lo slogan "Io sono africano", presenta le foto di celebrità occidentali, per lo più di pelle bianca, con la faccia dipinta di "segni tribali", sotto la scritta "I am African" in lettere cubitali; e in basso, in caratteri più piccoli: «Aiutaci a fermare la strage».
Ma per quanto benintenzionate, le campagne di questo genere promuovono lo stereotipo dell'Africa come una sorta di buco nero di malattia e di morte. Le notizie di stampa si concentrano invariabilmente sui leader corrotti del continente, sui signori della guerra, sui conflitti "tribali", sul lavoro minorile e sulle donne sfigurate da abusi e mutilazioni genitali. Per di più, queste descrizioni sono spesso precedute da titoli del tipo: "Riuscirà Bono a salvare l'Africa?" Oppure: "Brangelina salverà l'Africa?" Anche se i rapporti tra l'Occidente e il continente africano non sono più apertamente basati su idee razziste, questi articoli hanno molto in comune con i resoconti dei tempi d'oro del colonialismo, quando i missionari europei venivano inviati in Africa per portarci l'istruzione, Gesù Cristo e la "civiltà".
Non c'è un solo africano che come me non apprezzi gli aiuti provenienti dal resto del mondo. Ma ci chiediamo fino a che punto quest'aiuto sia genuino, o se non venga dato nello spirito dell'affermazione di una superiorità culturale. Mi sento avvilito quando prendo parte a manifestazioni di solidarietà ove il conduttore recita l'intera litania dei disastri africani, prima di presentare qualche personaggio, per lo più bianco e facoltoso, che elenca le sue iniziative in favore dei poveri africani affamati. Vorrei sparire ogni volta che sento uno studente benintenzionato descrivere le danze dei villaggi come segno di gratitudine delle popolazioni per i soccorsi ricevuti. O quando un regista di Hollywood gira l'ennesimo film sull'Africa con un occidentale nel ruolo di protagonista - mentre noi africani, che pure siamo esseri umani in carne ed ossa, veniamo usati al servizio delle fantasie proiettate dall'Occidente su se stesso. Queste descrizioni, oltre a passare sotto silenzio il ruolo preminente del mondo occidentale in molte delle situazioni più disastrose del continente, ignorano il lavoro incredibile che gli africani hanno compiuto e continuano a compiere per risolvere i loro problemi.
Perché i media parlano spesso dell'indipendenza «concessa agli Stati dell'Africa dai dominatori coloniali», dimenticando le lotte e il sangue sparso dagli africani per conquistarla? Come mai l'impegno per l'Africa di Bono o Angelina Jolie sono oggetto di smisurate attenzioni, mentre l'opera di africani come Nwankwo Kanu o Dikembe Mutombo è praticamente ignorata? E come si spiega che in Sudan le esibizioni da cow boy di un diplomatico Usa di medio livello ricevano più attenzione degli sforzi di numerosi Paesi dell'Unione africana, che hanno inviato aiuti alimentari e truppe, e si sono impegnati in negoziati estenuanti nel tentativo di raggiungere un accordo tra le parti coinvolte in questa crisi?
Due anni fa ho lavorato in Nigeria in un campo di accoglienza per profughi interni, sopravvissuti a una rivolta che ha causato un migliaio di morti e circa 200.000 rifugiati. I media occidentali, fedeli alla solita formula, hanno riportato le notizie delle violenze, ignorando però gli interventi umanitari in favore dei superstiti da parte dello Stato e dei governi locali, che non hanno potuto contare su molti aiuti internazionali. In molti casi gli assistenti sociali hanno speso, oltre al loro tempo, anche una parte del loro salario per soccorrere i connazionali in difficoltà. Questa è la gente che lavora per la salvezza dell'Africa, come tanti altri in tutto il continente, senza alcun riconoscimento per il loro impegno.
Il mese scorso, il Vertice degli 8 Paesi industrializzati si è incontrato in Germania con un gruppo di celebrità per discutere, tra l'altro, su come salvare l'Africa. Io mi auguro che prima del prossimo incontro di quest'organizzazione ci si renda conto di una cosa: l'Africa non vuol essere salvata. Ciò che l'Africa chiede al mondo è il riconoscimento della sua capacità di avviare una crescita senza precedenti, sulla base di un vero e leale partenariato con gli altri membri della comunità globale.
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categoria: impero


domenica, 12 agosto 2007

ALL’OMBRA DI UNA QUERCIA RINSECCHITA

ALL’OMBRA DI UNA QUERCIA RINSECCHITA
01 AGOSTO 2007
Ripensare Marx

4Quella di D’Alema e Fassino, con l’invio di due note in contemporanea alla Giunta per le autorizzazioni del parlamento (nelle quali i due leaders ds si sono detti disposti ad accettare il verdetto della Camera, anche qualora questa dovesse decidere di autorizzare i giudici all’uso delle intercettazioni nelle indagini sulla di scalata di Unipol su BNL) può essere ben definita una messa in scena da guitti di periferia. Certo, non si tratta di un esame di coscienza da parte dei due dirigenti ds, nè, tanto meno, della volontà di dare maggiore trasparenza alla politica italiana (saremmo dei poveri idioti se pensassimo che questa gente fosse capace del seppur minimo pentimento), così come ci ha callidamente raccontato quello spezzone di stampa rimasta amica dei ds. In realtà, i due felloni hanno provato un colpo a sorpresa per spiazzare la pubblica opinione (sempre più sconcertata dal grado di improntitudine della nostra classe politica) e riuscire così a venire fuori da una situazione difficile che è divenuta ancora più incontrollabile dopo l’entrata nella “partita†dei vari burattinai della GF che assiepano il Centro-Sinistra. Insomma, si comincia ad udire un affilamento di lame alle spalle di molti leaders dell’Unione, a causa del riaprirsi di una disputa tra gruppi di potere (gli stessi che avevano trovato un accordo trasversale esplicitato nell'editto Mieli e sostanziatosi nell’affidamento a Prodi della gestione del potere esecutivo) ma che ora hanno tutta l’intenzione di rimodellare gli equilibri di questa (nefasta per l'Italia) alleanza.
Innanzitutto, Fassino e D’Alema appaiono essere in forte discesa dopo la fallita scalata di Consorte su BNL, per la quale i due caporioni “querciaioli†si erano fatti grandi sponsor. Il primo, più del secondo, ha perso completamente le staffe, come dimostra la sua adirazione nei confronti del Corriere della Sera, reo di aver ciurlato nel manico civettando con la Forleo e la sua ipotesi accusatoria. Fassino non ha gradito per nulla l’accanimento della testata milanese soprattutto perché teme che il Corriere (e il suo gruppo di comando, quello riunito nel noto salotto dei “pocodibuono†della RCS) voglia puntare su altri cavalli, meno compromessi da anni di arena politica. Se a ciò vi aggiungiamo che anche Repubblica incomincia a far trapelare qualche prurito verso i diessini, allora le ansie di Piero il Grissino acquistano davvero una certa consistenza. Cosa sta accadendo? Spiegare la prurigine di Repubblica non dovrebbe essere così difficile. De Benedetti ha colto tutta la sostanza dell’affermazione di Latorre che, in una delle tante telefonate intercettate parlando dell’obiettivo della scalata, considerava i vantaggi che ne sarebbe derivati per il suo partito e per la finanza cosiddetta di sinistra contro i tradizionali poteri forti; in secondo luogo, l’Ingegnere non vela l’intenzione di mandare a carte quarantotto il tentato inciucio tra il trio delle meraviglie D’Alema-Fassino-Latorre e Berlusconi, con quest’ultimo che ogni giorno allunga la mano in soccorso del gruppo dirigente della quercia (e non certo per puro garantismo giuridico). Se poi vi aggiungiamo che il portatore della tessera n.1 del PD non disdegnerebbe affatto di sbarazzarsi anche di Prodi, ponendo così un argine all’avanzata del duo Bazoli-Salza (Prodi ha già fatto abbastanza per la San-Intesa e per Montezemolo ed ora anche l'ingegnere pretende la sua parte) si può dire che il dado è (quasi) tratto.
Per quel che riguarda invece il CdS e il gruppo di comando che lo controlla, vale sempre l’ambizioso obiettivo di creare un centro moderato allargato che, finalmente liberatosi delle fantomatiche ali estreme, sia meno sbilanciato verso la compagine socialdemocratica e più tendente verso la corrente Veltroni-Rutelli, almeno in questa fase, fino ad un inglobamento organico dell’UDC e di spezzoni di Forza Italia e/o Alleanza Nazionale, in un momento successivo (step by step, come dicono gli inglesi). Quest’ultimo progetto non è certo facile da realizzarsi ma è la massima aspirazione che guida le tresche politiche della nostrana G.F.-I.D. Per tali ragioni lo scontro sulle intercettazioni è divenuto un affare tra potentati molto più grande dei “poveri†D’Alema, Fassino e Latorre. Il trio diessino si è trovato ingarbugliato in uno scontro di-potere-tra-poteri che ridimensionerà di molto le loro brame nel futuro Partito Democratico. La debacle di Consorte li ha lasciati sguarniti (altro che sponda finanziaria autonoma!) ed alle prese con il fuoco incrociato tra poteri forti che finirà per lasciare sul campo qualche cadavere eccellente. Veltroni commemora e ringrazia sentitamente.
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categoria: sinistra


domenica, 05 agosto 2007

Intermezzo Anti-Luxuria: Jill Kelly & Jenna Jameson

JillKelly_JennaJameson
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domenica, 05 agosto 2007

Notiziario Strategico N°5

Salve,
EccoVi io sommario del Notiziario Strategico N°5 del Bollettino Aurora:

Unione Indiana
- L'Accordo Nucleare USA-India Segnala una Nuova Relationship tra Grandi Potenze

Pakistan
- Il nucleare Pakistano e il Pericolo Globale
- Il Pakistan Testa un Missile Cruise Nucleare

Federazione Russa:
- La Russia Integrerà il Sistema Radar nel 2010
- Un Sistema di Difesa AntiMissile Globale può essere Creato nel 2020, afferma Ivanov
- La Russia schiera il Sistema di Difesa Aerea S-400 attorno Mosca

Disponibile su Sito Aurora
Aurora Altervista

Ed inoltre nella pagina EurAsia:
- L'Imminente Conflitto nell'Artico
- L'attuale potenziale militare della Cina

Gli articoli sono disponibili su: Eurasia
e Aurora Altervista - Eurasia

Saluti
Alessandro Lattanzio



Salve,
E' uscito il nuovo numero di AURORA - Bollettino d'Informazione Internazionalista Articoli su: Iraq, Palestina, LatinoAmerica, e altri argomenti

Il N°95 - LUGLIO 2007 è scaricabile su:
Sito Aurora
Aurora Altervista

Saluti
Alessandro Lattanzio
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domenica, 05 agosto 2007

CASHMERE E DOPPIOPETTO PER IL COMUNISTA PERFETTO

CASHMERE E DOPPIOPETTO PER IL COMUNISTA PERFETTO
di A. Berlendis Ripensare Marx 

br_bertinotti2“Fausto Bertinotti tiri pure un sospiro di sollievo: può tornare a prendere i voli di linea. E rinunciare al privilegio di quegli aerei di Stato che, ne siamo certi, pesava come un macigno sulla sua coscienza di neo-comunista riluttante ad approfittare dello status di presidente della Camera come un qualsiasi satrapo levantino. La polemica è nota. Ed è emersa in almeno tre occasioni.
La prima quando il sub-comandante Fausto si fece accompagnare in Bretagna per una vacanza nella penisoletta di Quiberon.
La seconda quando chiese d' esser portato in Grecia per una visita privata ai monaci del monte Athos.
La terza quando saltò fuori che aveva usato il volo di Stato anche per andare a Parigi alla festa per le future nozze di Clotilde d' Urso, nipote del banchiere Mario, con Arthur de Kersauson de Pennendreff.â€
Ma si chiede a questo punto colpito il giornalista “ Ma come: lui ? Lui solo tre anni fa diceva di essere ancora legato alle parole «classe operaia e padrone» e che le usava («non so vedere il mondo se non ho il padrone e la classe operaia») perché erano i suoi «occhiali» ? Che cantava la bellezza dei vecchi simboli perché «attraverso la falce e martello» vedeva «le facce dei metalmeccanici, dei centri sociali, dei ragazzi del Tasso»?
Alla richiesta di spiegazioni, prima “fece rispondere all' Ufficio stampa della Camera, il quale con un comunicato spiegò che «l' uso di velivoli di Stato da parte delle più alte cariche istituzionali per i propri spostamenti è regolato da una direttiva del presidente del Consiglio dei ministri, emanata il 21 novembre dell' anno 2000, e dalle successive integrazioni. Le modalità di viaggio in Italia e all' estero, pertanto, non dipendono da un' autonoma scelta del presidente della Camera dei deputati, ma dal rispetto delle indicazioni dettate dal governo».â€
Poi “Un mese dopo, il 9 ottobre, tornò sul tema lui stesso rispondendo a Giuliano Ferrara, di cui era ospite a Otto e ½: «Sono norme della sicurezza che obbligano il presidente della Camera a spostarsi con tale veicolo indipendentemente da quali siano le ragioni per cui si muove».â€
Ma incalza Stella “Una ricerca ufficiale negli archivi, condotta dopo una richiesta ufficiale del Corriere, ci ha permesso di avere una risposta ufficiale: non esiste alcuna legge che «obblighi» le alte cariche pubbliche a usare i voli di Stato. C' è scritto solo che «hanno la facoltà» di usarli.â€
“(Stella Gian Antonio 6 giugno, 2007 Corriere della Sera Bertinotti stia tranquillo. E' libero di andare in treno senza usare gli «aerei blu» â€)
Forse calza allora a pennello il pungente ritratto dedicatogli con il titolo ‘Noblesse oblige’: “In meno di un anno, la metamorfosi di Fausto Bertinotti ha raggiunto la perfezione. Oggi, estate 2007, il suo imborghesimento è ormai totale e senza riserve. Come il piede della Vergine schiaccia la serpe del Maligno, così la sua nuova figura di alta autorità dello Stato ha stritolato il rivoluzionario che era in lui.
Tutto era già scritto. Come ognuno sa, Fausto fu inviato sulla Terra per rinfrescare dopo duemila anni il progetto divino di riscattare l’umanità. Ha trascorso il grosso della sua vita a cercare il modo. Ci ha provato da sindacalista della CGIL, da politico ultracomunista, tifando per Fidel Castro, avventurandosi nel Messico allo scopo di stilare un patto di sangue col Subacomandante Marcos. Ma sentiva, inconsciamente, che quello non era quello il suo mondo e lo ha nobilitato con la erre moscia, il cachemire dei suoi golfetti, la frequentazione die salotti, da quello di Sandra Verusio a quello di Maria Angiolillo.â€
Durante questo percorso “Ha velato il suo imborghesimento, con gesti ribelli di pura facciata. Una cautela studiata per rendere la transizione meno traumatica agli occhi dell’opinione pubblica.†(‘Compagni al caviale’ Libero editore pg 100 e 102)
Il dubbio radicale che ci percorre è : trattasi di mutamento o solo di disvelamento?
postato da trotzkij alle ore 23:09 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: sinistra


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Utente: trotzkij
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"Questi non hanno speranza di morte e la loro cieca vita è tanto bassa che 'nvidïosi son d'ogni altra sorte".
Dante, versi 46-48, III canto dell''Inferno'


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