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giovedì, 24 luglio 2008

OBAMA E’ UN FALCO

John Pilger New Statesman 12.06.2008
Scelto e tradotto per
Comedonchisciotte.org da ALCENERO

"Continuo a dire che Gerusalemme sarà la capitale di Israele". Lo ha affermato il candidato democratico Barack Obama a Sderot, nel sud di Israele, dove ha tenuto una conferenza stampa con il ministro degli Esteri, Tzipi Livni. [Repubblica del 23 Luglio]

Nel 1941 l’editore Edward Dowling scrisse: “I due più grandi ostacoli alla democrazia negli Stati Uniti sono, in primo luogo la diffusa illusione tra i poveri che abbiamo una democrazia e, in secondo luogo, il terrore cronico tra i ricchi che la potremmo ottenere”. Che cosa è cambiato? Il terrore del ricco è più grande che mai, e i poveri sono passati dalla loro illusione a quella di coloro che credono che quando George W. Bush finalmente, il prossimo gennaio, lascerà la carica, le sue numerose minacce al resto dell’umanità diminuiranno.
La inevitabile nomination di Barack Obama che, secondo un commentatore rimasto senza fiato, “segna un momento storico e veramente eccitante nella storia degli Usa”, è il prodotto della nuova illusione. In realtà sembra solamente nuova. Momenti storici e veramente eccitanti sono stati fabbricati in tutte le campagne presidenziali USA da che io mi ricordi, generando quella che può solo essere descritta come una stronzata su grande scala. Razza, genere, aspetto, linguaggio corporeo, spose e figli smorfiosi, persino scoppi di tragica grandeur sono tutti stati cooptati dal marketing e dalla “creazione dell’immagine”, ora magnificata dalla tecnologia “virtuale”.
Grazie a un sistema di collegi elettorali non democratico (o, nel caso di Bush, grazie a macchine per il voto manomesse) possono vincere solo coloro che tanto controllano quanto obbediscono al sistema. E' stato così dalla autenticamente storica ed eccitante vittoria di Harry Truman, il democratico liberale definito come un umile uomo del popolo, che si spinse a mostrare quanto era duro cancellando due città con la bomba atomica.
Non è possibile vedere Obama come un probabile presidente degli Stati Uniti senza comprendere le richieste in un sistema di potere essenzialmente immutato: di fatto un grande gioco dei media. Per esempio, da quando ho paragonato Obama con Robert Kennedy su queste stesse pagine, egli ha fatto due importanti affermazioni, le cui implicazioni non viene permesso si intromettano con le celebrazioni. La prima è stata alla conferenza della American Israel Public Affairs Committee (Aipac), la lobby sionista, che, come ha fatto notare Ian Williams “vi accuserà di antisemitismo se citate il suo stesso sito Web per quanto riguarda il suo potere”. Obama aveva già offerto la sua genuflessione, ma il quattro giugno si è spinto oltre. Egli ha promesso di appoggiare una “indivisa Gerusalemme” come capitale di Israele. Non un solo governo sulla terra appoggia l’annessione israeliana di tutta Gerusalemme, nemmeno il regime Bush, che riconosce la risoluzione Onu che designa Gerusalemme come città internazionale.
La sua seconda affermazione, largamente ignorata, è stata fatta a Miami il 23 maggio. Parlando alla comunità degli espatriati cubani – che nel corso degli anni ha prodotto fedeli terroristi, assassini e trafficanti di droga per conto delle amministrazioni Usa – Obama ha promesso di continuare contro Cuba un soffocante embargo che dura da 47 anni e che è stato dichiarato illegale dall’Onu anno dopo anno.
Ancora una volta Obama si è spinto più in là di Bush. Egli ha detto che gli Stati Uniti hanno “perso l’America Latina”. Egli ha descritto i governi democraticamente eletti di Venezuela, Bolivia e Nicaragua come dei “vuoti” da riempire. Ha sollevato il non senso dell’influenza iraniana in America Latina ed ha appoggiato “il diritto della Colombia di colpire terroristi che cercano rifugio oltre i suoi confini”. Tradotto ciò significa il “diritto” di un regime, il cui presidente e i cui maggiori politici sono legati agli squadroni della morte, di invadere i suoi vicini per conto di Washington. Egli ha anche appoggiato la cosiddetta "Iniziativa Merida" che Amnesty International e altri hanno condannato come il tentativo di portare la “soluzione colombiana” in Messico. Non si è fermato qui. “Dobbiamo anche fare ulteriori pressioni sul sud” ha detto. Nemmeno Bush ha detto ciò.
È tempo che coloro che si nutrono di illusioni crescano politicamente e discutano il mondo del grande potere per quello che è, non per ciò che sperano che sarà. Come tutti i candidati presidenziali seri, presenti e passati, Obama è un falco e un espansionista. Egli proviene da un’ininterrotta tradizione democratica, come dimostrano i presidenti Truman, Kennedy, Johnson, Carter e Clinton con le loro guerre. La differenza di Obama potrebbe essere che egli sente un bisogno persino maggiore di mostrare quanto sia inflessibile. Per quanto il colore della sua pelle faccia venir fuori tanto razzisti quanto sostenitori esso è irrilevante per il grande gioco del potere. Il “momento storico e veramente eccitante nella storia degli Usa” arriverà solo quando verrà sfidato il gioco stesso.

postato da trotzkij alle ore 23:55 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: iraq, palestina, politica, mediterraneo, venezuela, usa , israele, sinistra, propaganda, elezioni, bush, impero, medioriente, internazionale, onu , informazione, destra, bilderberg, colombia, illuminati, capitalismo, sionismo, partito democratico, us army, obama, sinarchia, john pilger



Commenti
#1   25 Luglio 2008 - 19:08
 
Io comunque prefersico molto di più Barak Obama della guerrafondaia e IperImperialista(a tutti gli effetti) e del repubblicano cagnolino di George Bush(che in politica Interna e soprattutto Estera non si è poi comportato proprio bene, due Grandi esempi sono la guerra in Afghanistan e il bombardamento e all'occupazione dell' Iraq fino agli aiuti economici allo stato d'Israele) McKaine.
Barak Obama, avrà detto questo in Israele ma ha detto altre cose che colpisono molto e che presto pubblicherò nel mio post dedicato a lui(e che ti invito a leggere e commentare, molto bello) che colpiscono molto, poi, se diventerà presidente degli Stati Uniti vedremo come si comporterà, se farà le cose giuste io dirò cose positive su di lui, altrimenti lo attaccherò anche duramente se proprio devo.
Ma gli Stati Uniti si meriterebbero per me un presidente come Obama:
"Bisogna Abbattere Tutti i Muri"
utente anonimo

#2   25 Luglio 2008 - 21:36
 
Già, leggere il post di questo "utente anonimo".
Sarà certamente arduo, se non impossibile.
Ciao. F.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Federico1250

#3   26 Luglio 2008 - 01:27
 
è colpa del potere o di chi persegue - volontariamente o no - quelle forme istituzionalizzandole? diavolo, si cerca l'umanità e la ragione. altrimenti tanto vale considerarci animali.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente MADMATH

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La controinformazione non esiste é un invenzione, uno strumento che serve durante i regimi e in italia il regime non c'è. Noi dobbiamo formarvi come nuova classe dirigente e dovete affidarvi a ciò che vi viene detto dai quotidiani in classe, il resto non esiste.
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