Aurora

Sito d'Informazione Internazionalista
domenica, 07 settembre 2008

IL COMUNISMO NON E’ FINITO

Fosco Giannini Il Manifesto 08/08/2008

La borghesia è contro Paolo Ferrero. I cultori del nuovismo diranno che questo è un incipit d’altri tempi. Ma i tempi non cambiano di giorno in giorno, come credono i nuovisti e questo tempo è ancora pienamente segnato dall’esigenza dei padroni di controllare tutto: profitto, potere, senso comune di massa. Il rilancio di un partito comunista autonomo, di una Rifondazione di lotta, infastidisce non poco la classe dominante, che crede sempre, idealisticamente, di aver azzerato per sempre il conflitto addomesticando i rappresentanti transeunti della classe.
La risposta dei media borghesi alla svolta del Prc è stata davvero di straordinaria ed inattesa intensità negativa: identitari, settari, nostalgici, velleitari. Ma perché tutta questa apprensione? Il comunismo non era morto per sempre? Non si era ridotto – nella migliore delle ipotesi – ad una tendenza culturale, così come Bertinotti aveva garantito al capitale? E allora perché Ferrero viene vissuto come un nuovo spettro che si aggira per l’Italia? Forse perché è la stessa classe dominante a percepire che il sorriso da squalo di Berlusconi non garantisce un “ordine nuovo” di lunga durata? Che le enormi contraddizioni sociali sono lì lì per esplodere, che la destra non è sicura di poter ancora per molto canalizzare verso sé il crescente malessere popolare?
Si, è per questo: la borghesia ( i suoi partiti, i suoi media, le sue diverse ancelle) teme che la svolta del Prc abbia un senso, che davvero possa incrociare e mettere a valore il disagio di massa, trasformarlo in lotta organizzata e di massa.
Il problema è capire perché sia partito un attacco a Ferrero, segnato da una acrimonia persino peggiore di quella borghese, da parte di Vendola (un’acrimonia molto simile, per altro, a quella di Veltroni e della Sinistra democratica).
Ma insomma, cosa dice di tanto inquietante Ferrero? Dice che l’odierno strapotere del capitale e gli odierni rapporti di forza sociali non permettono automaticamente vie neo keynesiane e che nessun padrone vuol regalarti, se non costretto dalla forza sociale, una parte, seppur minima, del suo profitto. Dice, Ferrero, che occorre, in virtù di questo stato di cose presenti, passare decisamente all’opposizione, tornare alla lotta, schierarsi a fianco del movimento operaio complessivo per recuperare i perduti rapporti di massa e mutare i rapporti di forza sociali. Anche per evitare un nuovo cretinismo parlamentare e la morte sociale del Prc.
Aggiungendo che sarà bene, per dare corpo alla linea di lotta, costruire un’ unità d’azione con gli altri soggetti comunisti, anticapitalisti, antiliberisti e di movimento, ridando respiro sociale all’iniziativa di Rifondazione Comunista.
Chi, nella sinistra non moderata, potrebbe ragionevolmente dissentire dal nuovo segretario di Rifondazione? Per poter dissentire, infatti, Vendola e Fava sono obiettivamente costretti a scegliere altri terreni ove sviluppare la critica, pericolosamente adiacenti a quelli di D’Alema e de la Repubblica ( il quotidiano già organo della transizione occhettiana): così che la svolta del Prc diviene tutta falcemartello, dogmatismo e ideologia. Persino stalinismo.
Il paradosso è che l’accusa vola assieme ai nuovi soldati italiani in Afghanistan; sulla basi americane di Vicenza e Sigonella; tra i bambini rom a cui sono prese le impronte digitali; tra i salariati a mille euro al mese; tra i milioni di giovani schiavi sotto il regno della Legge 30; tra la destrutturazione ormai completa del welfare; tra le macerie del Diritto allegramente bombardato da Berlusconi, e via soffrendo.
La verità è che se qualcosa di ideologicamente antico c’è, esso si trova proprio nella reiterazione delle vetuste e sempre fallite politiche di conciliazione col capitale ( e quale capitale! Quello odierno, che non vuole ostinatamente saperne di redistribuzioni e compromessi col lavoro) a cui oggi chiaramente alludono Vendola e Fava.
Parliamoci chiaro: quale sarebbe la linea alternativa a quella di Ferrero? Quella di ricucire, fuori dalle piazze e dentro i palazzi, la bandiera floscia dell’Arcobaleno? Quella di tranquillizzare la borghesia proponendole una dolce alternativa a Berlusconi, “non settaria”, ma con “la testa sulle spalle”, come scrivono gli arcobalenisti di ritorno? Crediamo che questa linea possa anche essere un’alternativa alle destre più trucide, un’opzione per la classe dominante. Certo non lo sarebbe per la nostra classe, per il nostro popolo. O il governo Prodi – con le sue guerre e i suoi protocolli antisociali, la sua sconfitta - non ha insegnato niente?
E’ del tutto evidente, tra l’altro, che dietro l’attacco alla svolta di Rifondazione si cela il disegno strategico più ambizioso, quello non colto alle ultime elezioni: superare definitivamente l’autonomia comunista, chiudere col Prc e con la storia del movimento comunista in Italia.
Sarà per questo che Vendola trova oggi conforto sia da Fava che da D’Alema ?
Il comunismo è finito, dice la classe dominante. E in molti, a sinistra, interiorizzano il comando. Non sarà meglio schierarsi a fianco dei giovani, degli immigrati, delle donne, dei movimenti, tornare davanti e dentro le fabbriche, costruire un altro grande 20 ottobre di lotta, dirigersi in massa contro il G8, in Sardegna, per sapere dalla nostra gente se davvero il comunismo è morto?
Ciò che sappiamo è che la socialdemocrazia è un’araba fenice: sembra perire ogni volta tra i tappeti scarlatti dei parlamenti, per poi puntualmente rinascere nei cortili di casa dei padroni.

FERRERO: UN NUOVO INIZIO – UNA SVOLTA A SINISTRA
di Vlasta Gregorova L'ERNESTO 05/09/2008

LE CONCLUSIONI DEL VII CONGRESSO DEI COMUNISTI IN ITALIA: PIU’ LONTANI DALLE ISTITUZIONI, PIU’ VICINI ALLA GENTE. FERRERO: UN NUOVO INIZIO – UNA SVOLTA A SINISTRA
Articolo pubblicato su Halo Noviny, quotidiano del Partito comunista ceco-moravo, il 12 agosto 2008

Il congresso del Partito della rifondazione comunista ha messo un gran punto fermo dopo due anni trascorsi nella grande coalizione, con la partecipazione dei due partiti comunisti, nel governo di Romano Prodi, dopo anni di compromessi e di non mantenimento delle promesse elettorali.
I delegati al VII congresso, con l’elezione di Paolo Ferrero alla guida del partito, hanno deciso per una nuova direzione di marcia. Questa nuova direzione consiste in una nuova unità interna che consenta di catalizzare nuove forze dall’esterno, nel rafforzamento, in primo luogo, del Prc e subito dopo nella ricerca di eventuali partner a sinistra. Questa la nuova linea presentata da Ferrero, una linea che ha ottenuto il 53% dei voti. Essa prende le mosse dalla constatazione dei negativi risultati delle elezioni della scorsa primavera, quando l’intera sinistra, e i comunisti in particolare, hanno subito una durissima sconfitta, così che per la prima volta nella storia del dopoguerra neanche un comunista siede sui banchi del parlamento di Roma.
L’idea dell’ex segretario Prc Fausto Bertinotti di unificare quattro partiti di sinistra nella coalizione dell’Arcobaleno e di portare questa coalizione alle elezioni, si è dimostrata un’idea infelice, e subito dopo la debacle elettorale i dirigenti del partito hanno cercato la nuova via che i comunisti dovrebbero percorrere. Si era di fronte a un bivio: o continuare nel perseguimento della coalizione delle più diverse forze della sinistra, nella speranze che la volta successiva le cose andassero meglio, oppure concentrarsi sul rafforzamento del partito, dei suoi principi comunisti anche a costo che non fosse facile trovare dei partner, dato che la parola comunista nell’odierna Italia berlusconiana suona forse oggi come mai prima come una parola che fa paura.

Fine della collaborazione col centrosinistra
Il nuovo segretario ha dichiarato la piena autonomia del Prc: dobbiamo creare un proprio soggetto politico, non saremo mai più una minoranza che chieda ad altri di fare al posto nostro ciò che noi non siamo in grado di fare da soli. Il capitolo della collaborazione organica con Partito democratico di Walter Veltroni è stato chiuso da questo congresso. Il Partito non diventerà una componente di un’altra formazione politica. A questa svolta ha immediatamente reagito il leader del controsinistra Veltroni: hanno prevalso le posizioni estremiste. Hanno vinto coloro che sono contro l’Europa, coloro che hanno salutato con entusiasmo la vittoria del no in Irlanda al trattato europeo; coloro che hanno dichiarato che durante il governo Prodi sono stati detti troppo pochi No; coloro che dimostrano inimicizia nei confronti del Partito democratico; coloro che parlano di unità di tutti i comunisti. Vedo una profonda divergenza tra l’attuale direzione del Prc e la possibilità delle riforme. Anche se poi si è congratulato con Ferrero per la sua elezione e gli ha augurato molti successi.

Insieme con le forze anticapitaliste
Il congresso sposta il partito a sinistra. L’obiettivo è quello non solo di sconfiggere la destra, ma la politica della Confindustria, che è rivolta in modo diretto contro gli interessi dei lavoratori. La fuoruscita dalla colazione di centro sinistra è vista dalla nuova direzione del partito non solo come logica, ma anche come l’unica possibilità per ottenere nuovamente il consenso degli elettori e per conquistare nuovi aderenti. E tuttavia non vuole essere una mera opposizione propagandistica. Ha precisato Ferrero: non basta dire che Berlusconi fa tutto male e che Veltroni non fa l’opposizione che sarebbe necessaria. Dobbiamo avere delle chiare risposte. I nostri partner politici saranno i vari partiti e i vari movimenti anticapitalisti, comunisti e realmente di sinistra.

Una politica sociale per riconquistare la fiducia
I rappresentanti dei comunisti, coloro che hanno rappresentato il partito nel governo Prodi e in parlamento sono pienamente consapevoli del fatto di non essere riusciti a far passare alcuna loro proposta e alcuna loro promessa elettorale, quali che ne siano state le cause. Ferrero subito dopo il congresso ha cominciato a lavorare a un programma politico che metta al centro i problemi dei lavoratori, un programma che avanzi soluzioni possibili, non illusorie. Già da quest’autunno partiranno un grande campagna politica e manifestazioni di massa.

I comunisti nel Parlamento europeo
Nonostante la sconfitta sul piano nazionale, i comunisti non vogliono sparire dalla scena. Nonostante all’interno possa sembrare che rappresentino un’opposizione isolata, in realtà si aprono discrete possibilità per il partito di attrarre gli elettori delusi del centrosinistra e forse anche molti di coloro che si sono lasciati attrarre dalle allettanti e furbe parole d’ordine del partito xenofobo della Lega nord di Bossi. Il congresso ha dato mandato ai propri dirigenti di presentarsi alla elezioni europee col simbolo del Prc e con una lista di candidati scelti sulla base del programma che verrà elaborato in autunno.

Per una piena democrazia interna
Quest’ ultimo punto di Ferrero non è però l’ultimo in ordine di importanza.
Il nuovo segretario è stato eletto con una maggioranza ristretta, avendo il candidato della proposta riformista Nichi Vendola ottenuto il 47% dei voti. Il campo del segretario è composto da alcune componenti molto caratterizzate a sinistra. I massimi esponenti di queste componenti sono rappresentanti nelle strutture dirigenti del partito e il problema sarà ora come queste componenti saranno in grado di coordinarsi e di darsi un obiettivo comune.
In ogni caso, il candidato sconfitto, il governatore della Puglia Nichi Vendola, ha dichiarato che, indipendentemente dalla linea che seguirà il partito, i due schieramenti hanno una cosa che li unisce: il partito in nessun caso si spaccherà.

(Traduzione a cura della Redazione)

Rompere il Prc, recuperare la sinistra. Ecco il piano di Veltroni
www.affaritaliani.it 28/08/2008

Nel Palazzo se ne parla. Da settimane ormai. Il progetto, tutto ancora da definire nei suoi dettagli, avrebbe già avuto il via libera di Walter Veltroni. Il segretario del Partito Democratico, anche sulla spinta di Massimo D'Alema, vede con favore la riapertura di un dialogo con la sinistra. Ma non con quelli che andavano in piazza contro Prodi e non con chi urla nelle piazze "Mai al governo!".
Ed così che al Loft guardano con grande attenzione al progetto di costituente di Sinistra Democratica, la formazione più a "destra" dell'Arcobaleno formata da chi all'ultimo congresso dei Ds decise di non aderire al Pd. In sostanza da Mussi a Salvi passando per Angius. Tra Claudio Fava, il leader di Sd, e l'ex sindaco di Roma c'è poi una lunghissima amicizia e un ottimo rapporto personale. Il progetto sarebbe quello di riunificare tutti coloro che intendono riallacciare i rapporti con i Democratici, senza però entrare direttamente nel partito di Veltroni.
Un po' come i Socialisti di Riccardo Nencini. Attorno a Sinistra Democratica dovrebbero convergere una parte dei Verdi, quella che fa capo alla neo-portavoce Francescato (non Cento e neanche Pecoraro Scanio) e soprattutto la fetta di Rifondazione Comunista che si riconosce in Nichi Vendola. In teoria il Governatore della Puglia intende aspettare le elezioni europee e, in caso di probabile flop della gestione di Ferrero, abbandonare il Prc per riavvicinarsi al Partito Democratico via Sd.
Ma la sempre più probabile soglia di sbarramento per le votazioni dell'Europarlamento (soprattutto se fosse al 4%) potrebbe accelerare il processo di disgregazione della sinistra. Da sola Sd non andrebbe da nessuna parte e Vendola rischierebbe di essere la minoranza di un partito bastonato per la seconda volta.
Ed è per questo che, in base alle decisioni sulla legge elettorale per Bruxelles, potrebbe nascere molto presto questa costituente pronta a dialogare in futuro con Veltroni (alle Amministrative ma anche in prospettiva alle Politiche), debuttando alle Europee. All'estrema sinistra resterebbe la parte di Rifondazione che fa capo a Ferrero, i Comunisti Italiani che considerano il Pd come il fumo negli occhi (Rizzo in testa) e una fetta di Verdi 'oltranzisti'. Magari pronti a ricongiungersi con il Partito Comunista dei Lavoratori di Ferrando, per una sinistra classista, proletaria e di lotta.


ITALIA: SCONFITTA DEI LIQUIDATORI AL CONGRESSO DEL PRC
L'ERNESTO del 05/09/2008
(Articolo comparso sul Sito “Vive le Pcf”, dei comunisti francesi contrari alla liquidazione del Pcf)

Il 7° congresso del Partito della Rifondazione Comunista, Prc, è terminato domenica 27 luglio con un risultato importante che deve richiamare tutta l’attenzione dei comunisti francesi.
Il gruppo dirigente uscente è stato messo in minoranza. Il delfino di Fausto Bertinotti, Nichi Vendola, è stato battuto con l’elezione del nuovo segretario generale del Partito, per 142 voti contro 134. Il congresso ha adottato una risoluzione, con 342 voti su 646, che sancisce senza ambiguità la rottura con la strategia e le prassi politiche attuate fino ad ora.
I punti essenziali:
- la strategia del superamento del partito, della sua liquidazione, dentro una sinistra arcobaleno ovvero una sinistra rossa, è stata definitivamente abbandonata.
- L’ esistenza del partito, con una sua identità comunista, e la necessità di un suo rafforzamento, politico e organizzativo, sono al contrario sottolineati nel testo della risoluzione.
- La collaborazione “organica” con il Partito Democratico (social-liberale) è condannata, come la riproduzione della partecipazione al governo Prodi.
- La volontà è stata quella di dare la priorità al movimento popolare, alle lotte contro le politiche della destra berlusconiana e del padronato, per la riconquista del mondo del lavoro attraverso un’azione di massa. Le date delle iniziative politiche sono state fissate in sintonia con le lotte sociali. Il testo afferma altresì la necessità dell’esistenza di una vera “sinistra sindacale” ( dopo che i principali sindacati hanno approvato la demolizione delle pensioni da parte del governo Prodi).
- L’opposizione alla Nato e all’estensione della base militare di Vicenza è fortemente marcata (mentre i parlamentari l’avevano votata dopo Prodi, malgrado le manifestazioni).
- La necessità di sviluppare la democrazia nel partito (dove l’unità sembra preservata), di conseguenza delle organizzazioni di base, nel rispetto delle diversità di opinioni, è affermata.
Per i comunisti francesi, di fronte ad una strategia simile a quella della vecchia direzione del Prc, le conclusioni del congresso del Prc, la sua svolta a sinistra, sono di grande interesse, mentre si prepara il nostro congresso. Il peso del bilancio, il crollo elettorale della coalizione “sinistra arcobaleno” (3% invece del 10%), la mobilitazione dei comunisti italiani, hanno avuto ragione sul peso dell’apparato uscente che tuttavia era riuscito, dopo la riconta e l’annullamento di alcuni voti, a realizzare il 47% sulla sua mozione nelle strutture locali.
Fino alla fine, l’esito del congresso è rimasto incerto e le linee si sono distribuite tra i presentatori delle diverse mozioni.
La risoluzione finale non interrompe i ponti con il partito della sinistra europea, malgrado l’esperienza e il voto troppo stretto e contestato d’adesione nel 2005.
Essa precisa comunque che Rifondazione Comunista sarà presente con i suoi simboli alle elezioni europee, senza escludere alleanze in particolare con altri movimenti comunisti. Il progetto alternativo menzionato è esplicitamente alternativo a quello socialista e socialdemocratico.
Altra contraddizione: Bertinotti, la cui linea è stata completamente disconosciuta, è stato tuttavia acclamato da una maggioranza del congresso come senza dubbio il leader storico del Prc.
Paolo Ferrero, 47 anni, è stato eletto segretario generale del Partito.
Operaio alla Fiat, in passato e militante sindacale, Ferrero ha aderito al Prc durante gli anni 90, dopo essere stato membro del gruppo di “democrazia proletaria” durante gli anni 80. Egli non nasconde un’appartenenza, che può sconcertare, alla chiesa evangelica valdese. E’ stato anche ministro, apertamente criticato, di Prodi.
Ciò che conta per il momento, è che lui è stato eletto, contro l’ultra riformista Vendola, con la stessa maggioranza come quella che ha votato il testo della risoluzione e che ha l’onere di attuare.
I compagni italiani danno così un forte segnale che è possibile rompere con le strategie del declino e della cancellazione dei partiti comunisti e con le linee che le sostengono.
Viva il Prc!
(Traduzione a cura della Redazione)

postato da trotzkij alle ore 14:04 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria: politica, lavoro, economia, storia, sinistra, elezioni, diritti umani, mass media, informazione, arcobaleno, banche, berlusconi, prodi, società, vendola, prc , dalema, bertinotti, astensionismo, ferrero, diliberto, capitalismo, emigrazione, veltroni, partito democratico, ilmanifesto, lernesto, fosco giannini, italiota, barzellettieri ditalia, claudio grassi



Commenti
#1   04 Febbraio 2009 - 03:53
 
il nuovo partito deve chiamarsi Partito Camunista Italiano e deve ispirarsi alla visione del grande Enrico Berlinguer, Dubcek e Gorbacev, Ripartire da dove lascio' Berlinguer, quindi come 1.a cosa va recuperato il nome Partito Comunista Italiano.

Portare avanti con forza la famosa
Questione Morale ch'é la base di tutta la politica mondiale, percio' si fanno 1 passo avanti e 2 indietro.

Saluti compagni.

Vittorio CAPPARELLI
7430 rue Chabot
Montréal, Québec
Canada H2E 2L1
Tel.(514) 593-5041
capparelli@videotron.ca
utente anonimo

#2   04 Febbraio 2009 - 03:57
 
cercate di fare le cose un po piu semplici perché non tutti capiamo i termini: blog, tag ed altre cazzate
utente anonimo

#3   04 Febbraio 2009 - 12:54
 
Capparelli, guarda che i tuoi uomini-simbolo sono proprio quelli che il 'Comunismo' l'hanno affossato, se non pugnalato alle spalle. Eppoi, per il tipo di PCI che vuoi, c'è già il partito dell'agente della CIA Dipietro.

Anonimo: Studia e dirai meno cazzate.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente trotzkij

Commenti

Chi sono

Utente: trotzkij
Nome: Alessandro
La controinformazione non esiste é un invenzione, uno strumento che serve durante i regimi e in italia il regime non c'è. Noi dobbiamo formarvi come nuova classe dirigente e dovete affidarvi a ciò che vi viene detto dai quotidiani in classe, il resto non esiste.
Marco Tronchetti Provera 28.11.2005 a Firenze, durante l'incontro organizzato dall'osservatorio giovani-editori.


  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


Categorie

11 settembre
aafia siddiqui
abruzzo
absent without official leave
abspp
abu omar
aerei
aeroflot
afghanistan
africa
aggressioni
agnelli
air
al qaeda
aldo moro
alemanno
alitalia
allende
almirante
angela lano
angelfish
angelino alfano
angelo del boca
angelo dorsi
antartide
antiberlusconismo
antiluxuria
antimperialismo
antisionismo
antonio di pietro
antonio meneghetti
arcobaleno
argentina
armageddon
armata rossa
armenia
arthur c clarke
asia
astensionismo
atomica
aurora
avi shlaim
aymeric chauprade
balcani
banche
banda bassotti
barbara matera
barzellettieri ditalia
basement jaxx
beijing 2008
beppe grillo
berlusconi
bertinotti
bertolaso
bilderberg
bobby fischer
bolivarismo
bolivia
bombardamenti
bordiga
bosnia
bush
calabria
calcio
camilla ferranti
camilla parker bowles
canada
capitalismo
carla bruni
carlos
carlos latuff
carta stampata
character assassination
chemtrails
chiesa
cia
cile
cina
cinema
cipro
claudio grassi
clementina forleo
clinton
coldplay
colombia
colonialismo
complotti
condoleezza rice
confindustria
cosmo
cosmonautica
cossiga
covert operation
craxi
crimini
crisi
croazia
cuba
dalema
dario franceschini
degenerati
democrazia
depeche mode
destra
di pietro
dien bien phu
diliberto
diritti umani
disinformazione
domenico losurdo
droga
dts
durban ii
ebrei
economia
eduardo galeano
edward n luttwak
elena isinbaeva
elezioni
emanuela orlandi
embargo
emigrazione
enduring freedom
energia
enrico sasson
enzo boschi
ernesto guevara de la serna
esercito
eurasia
europa
europarlamento
evanescence
evo morales
fabio fazio
fantascienza
farc
fascismo
fat boy slim
fed
ferrando
ferrero
fiat
fidel
film
filosofia
finanza
fisica
flavio briatore
focus storia
forza italia
forza nuova
fosco giannini
francia
franco frattini
freedom house
garbage
gaza
genius seculi
gennadij zjuganov
geologia
geopolitica
georges labica
georgia
germania
gf&id
giampaolo giuliani
gianfranco fini
gianfranco la grassa
gianroberto casaleggio
giappone
gilad atzmon
gioacchino genchi
giorgia meloni
giornalismo
giovanna reggiani
giovanni arrighi
girls
giuliano ferrara
giuliano tavaroli
giulietto chiesa
giuseppe di vittorio
giuseppe garibaldi
giuseppe pinelli
global warming
globalizzazione
golpe
gordon brown
gore vidal
gramsci
grecia
grup yorum
guantanamo
guatemala
gue-ngl
guerra fredda
guerre
guzzanti
hamas
harold pinter
ho chi minh
homer simpson
honduras
hu jintao
hugo chavez
i soldati ebrei di hitler
ignazio la russa
il leone del deserto
ilich ramirez sanchez
illuminati
ilmanifesto
imperialismo
impero
india
indiani
industria
informazione
ingv
inter
internazionale
internazionalismo
internet
intersos
iran
iraq
irlanda
isaf
israel shamir
israele
italiota
james petras
jericho
jin jing
joe biden
john pilger
joseph ratzinger
josip broz tito
jugoslavia
jurij gagarin
keri lynn russell
killer
killer economico
korea
kosmet
krystian zimerman
ksenia sukhinova
lamù
latinoamerica
laura comi
lavoro
lega
lenin
leonardo masella
leonardo sciascia
lernesto
letteratura
libano
liberazione
libia
licio gelli
lugo
luigi de magistris
lunità
luttazzi
madeleine albright
mafia
magistratura
mahmoud ahmadinejad
mandela
mani pulite
manic street preachers
manifestazioni
manuel zelaya
mapuche
mara carfagna
maradona
marcello dellutri
marchionne
marcinkus
marco rizzo
marco travaglio
marek edelman
mario benedetti
marulanda
marx
marxismo
mass media
massimo moratti
massoneria
matteo renzi
mccain
medioriente
mediterraneo
medvedev
memoria
mercenari
messico
michael moore
michel warschawski
michela vittoria brambilla
milly dabbraccio
milosevich
miriam bartolini
miss stella rossa
moby prince
mohammad bakri
monetarismo
monty python
moonhoax
muammar gheddafi
mumbai
mumia abu-jamal
muntadhir al-zaidi
musica
napoli
napolitano
narciso isa conde
nasa
nasa mooned america
nato
neocon
nepal
neruda
nina persson
nixon moreno
nodalmolin
nofx
norman finkelstein
notav
notiziario strategico
nucleare
obama
occidente
odifreddi
olimpiadi
olp
omar al-mukhtar
ong
onu
operai
osa
osama bin ladin
oskar lafontaine
ossezia del sud
p2
pacifinti
padania
paesi baschi
pakistan
palestina
paolo barnard
paraguay
partito comunista
partito democratico
patricia verdugo
patrizia d’addario
pdci
pdl
pecoraro scanio
philip dick
piazza fontana
piero sansonetti
plan condor
pogrom
politica
polonia
popolo della libertà
prc
prima guerra mondiale
prodi
profughi
progetto starfish
propaganda
prostitute
protezione civile
putin
quarta internazionale
questione morale
quinta colonna
radio free europe/radio liberty
rai
rammstein
razzismo
regno unito
reporters sans frontieres
repubblicani
resistenza
rivoluzione dottobre
robert menard
roberto saviano
rockefeller
rom
roma
romania
rothschild
rudi dutschke
rupert murdoch
russia
rutelli
sabina guzzanti
sarah palin
sarkozy
scarpe
scie chimiche
scienza
sciopero
scisma
scuola & università
seconda guerra mondiale
segretiemisteri
servizi segreti
sex pistols
sheikh salah shehadeh
sheryl crow
shirley manson
sicilia
signoraggio
sinarchia
sindacato
sinistra
sinistra e libertà
sinistra europea
sionismo
sioux
slai cobas
slobodan milosevic
socialismo
società
solzhenitsyn
somalia
soros
spagna
spartachisti
spionaggio
stalin
storia
stragismo
strategia
strategia della tensione
sudafrica
suzanne abdel satar tamim
svizzera
talebani
tangenti
tecnologia
tegucigalpa
telecom
televisione
terremoti
terrorismo
the cranberries
the lone gunmen
thyssen-krupp
tradizionalisti
travaglio
tremonti
tribunale russell
trotzkij
tzahal
tzipi livni
ufo
umberto bossi
ungheria
unione europea
unipol-bnl-antonveneta-rcs
uomo-bufala
uranio esaurito
uri avnery
uribe velez
urss
us army
usa
uss liberty
valentin varennikov
valery gergiev
vaticano
vattimo
vauro
veltroni
veltrusconi
vendola
venezuela
verdi
vicenza
vietnam
vignette
virus
vittorio arrigoni
warren buffet
webster tarpley
william blum
wtc
zeev sternhell
zeitgeist

Links

1 Manifesto
51000 firme
911 Mysteries Video
Aelita
Agitprop Online
Aldo Giannuli
Alessio Spataro
Aljazeera Channel
Altra Irpinia - Nuovi briganti
Altra Tradate
Alzati Augusta
Amadeo Bordiga
Amici di Spartaco
Amos Gitai
Annalisa Melandri Blog
Appello per la Cina
Archivio Aurora
Arcipelago
Assemblea Lavoratori
Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese ONLUS
Aurelio Valesi
Aurora
Aurora (Mirror)
Avanti Barbari!
Bertinotteide
Blogazz
Bollettino Aurora
Boycott Israel
Bufuluto
Bye Bye Uncle Sam
Byoblu
Capire per Agire
Carlo Menzinger
Cloro al clero
Collettivo Autonomo Base Rossa - Autonomia Contropotere - Abruzzo
Comintern
Communisme Bolchevisme
ComProlRes
Comunisti Lavoratori Parma
Comunisti Storici
Corsi di Arabo
Count Down
Cuba Informacion
Dagospia
Debunker Fake Blog
Disclose TV
Domenico Losurdo
Encyclopedie Marxiste
Eurasia
Fantascienza
Festival Storia
Fosco Del Nero
Frammenti Poetici
Freenfo
Geopolitica - Globalizzazione
Gianluca Freda
Gioacchino Genchi
Hawiyya
Ideocompulsione
Il Camaleonte
Il Martello
Il Nuotatore
Il Pessottimista
Il Terzo Stato
INCROCIO DEI TEMPI
Io Sto con Hamas
Italia Rossa
Jane Jacobs
Khmers Rouges
Koroljov
La Baia dei porci
La Baracca
Leninismo
Lettera23
LexDC
Livestreaming Aljazeera
Lotte Operaie
Lucio Spartaco
Luogo Comune
Mercato Libero
Mirumir
Mito dell'11 Settembre
MondExplor
Mondo Mistero
Moviezone
MusicLetter - Radio
Ne Plus Faire Fausse Route
Nouveau Nepal
Octubre Rojo
One Sky
Opera Omnia
Palestina News
Partito Comunista maoista - Italia (sito ufficioso)
Peppe Genchi
Pino Cabras
Plate-forme Internationale de la Presse Progressiste
Politica e Classe
Primo Maggio Internazionalista
Red por Ti America
Resistenza Laica
Revolution in South Asia
Ripensare Marx
rivoluzione
Rivoluzione Comunista
Rivoluzione Culturale
Roberto Quaglia
Rolla
RossoCompagno
Rotocalco Virtuale dell'Uomo Contro Corrente
Sensualità a Corte
Silvio e Walter ti amano
Sito Comunista
Situazione Critica
Storia di Ieri Oggi Domani
Storie Inutili
Strage Ustica
Sud Terrae
Tales of Iraq War
Talib
Tanker Enemy
The Red Encyclopedia: A Communism and Communists Reference Guide
The World of Urusei Yatsura's Lum
Tibet
Tlaxcala
Trotskyist
Trotzkij
Una lacrima nell'animo del mondo
Uruk Hai Zeitung
Viva Cuba Libera
ZetaPetrolio

Partecipano

Bottoni

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore



Locations of visitors to this page


Join My Community at MyBloglog!

Keri Russell
Shirley Manson - è sua la voce che sentite in sottofondo
Karl Marx
Friederich Engels
Vladimir Ilich Ul'janov
Lev Davidovich Bronshtejn
Rosa Luxemburg
Karl Liebknecht
Amadeo Bordiga
Nikola Tesla
Konstantin  Edvardovich Tzjolkovskij
Igor Vassilevich Kurchatov
Andrej Nikolaevich Tupolev
Serghej Konstantinovich Koroljov
Roberto Ludvigovich Bartini
Marina Mikhailovna Raskova
Lilija Vladimirovna Litvak
Jurij Alekseevich Gagarin
Vladimir Mikhailovich Komarov
Charles Hoy Fort
Matest Mendeleevich Agrest
James McDonald
Joseph Allen Hynek
Leonard Stringfield
Peter Kolosimo
Photobucket

Get a playlist! Standalone player Get Ringtones