M. Ba. Il Manifesto 12/10/2008
Per Fausto Bertinotti quella di ieri è stata sicuramente una giornata particolare. Il corteo romano non gli ha certo lesinato gli applausi ma, ed è una novità, neanche fischi e contestazioni molto rumorose.
E' soprattutto quel ragionamento sul «comunismo indicibile» - anticipato nei giorni scorsi dall'ultimo libro di Bruno Vespa - ad aver provocato le ire del popolo che ieri riempiva le strade di Roma.
Rilassato, girocollo blu, Bertinotti arriva al corteo in perfetto orario. E' uno dei tanti promotori della manifestazione e quando arriva dietro lo striscione di apertura, sotto i flash dei fotografi, abbraccia sorridente il segretario di Rifondazione Paolo Ferrero. Subito dopo, con discrezione, si porta più indietro e inizia la sua passeggiata anomala. Tante e tanti lo salutano e scattano foto dai cellulari. Ma il «patatrac» avviene quando si ferma insieme a Sandro Curzi all'angolo tra via Cavour e via dei Fori imperiali. Ai margini del serpentone che scorre, in tanti lo vedono e iniziano a polemizzare a mezza voce. «Vattene nel Pd», dice un signore col fazzoletto rosso al collo. E un altro, subito dopo, sputa un «socialista!» come un insulto e «guarda quanti comunisti che ci stanno». Altri due, più giovani: «Basta coi salotti e la tv infame».
Ma il peggio per lui deve ancora arrivare. Passa il camion col sound system dei giovani comunisti di Roma. Il ragazzo col microfono lo vede e ferma il corteo. «Guarda, c'è Bertinotti. Quello che dice che il comunismo è indicibile». Poi chiede a un ragazzo: «Tu quanti anni hai? 16? Lo capisci cos'è il comunismo? Sì? Allora il comunismo non ha solo una grande storia ma anche un grande futuro». E dopo una bestemmia parte un coro di «Bandiera rossa» a squarciagola. In tanti, arrivati proprio a quell'angolo, lo canteranno forte. Come una sfida. Di fronte alla quale l'ex presidente della camera prima non reagisce. Ma poi, sotto il crescendo, sbotta e apostrofa un tizio: «Sei un ignorante». (Semmai sei un ignovante... NdA).
Eppure il suo giudizio sulla giornata resta sereno. «E' chiaro che in questo deserto drammatico la vera risposta è la capacità di mobilitazione. Se ci sei batti un colpo. E da questo punto di vista la risposta della piazza è positiva. Ma non basta, perché finora siamo testimoni e invece dobbiamo essere protagonisti. Da domani ci vuole una proposta politica, una piattaforma». Su cui Bertinotti non dà indicazioni dirette. «L'editoriale di Rossana Rossanda (di ieri, ndr) indica un percorso. Cominciamo da questa crisi gigantesca del capitalismo e da un intervento pubblico che non serva solo a salvare il mercato da se stesso. Discutiamone insieme. Dandoci però atto che alcune delle tesi di Rossana la sinistra le ha sempre sostenute».
