Aurora

Sito d'Informazione Internazionalista
giovedì, 25 giugno 2009

COMUNISTI SENZA DIGNITA'

COMUNISTI VERGOGNOSI!
Gianni Petrosillo
Ripensare Marx 25 giugno 2009

Caro Piero, pubblico volentieri il tuo intervento di critica all’assurda e meschina manifestazione organizzata ieri da Rifondazione Comunista (a sostegno di tutte le forze democratiche che, in Iran, starebbero lottando per la pace e la libertà), fatta precedere da un immondo e squallido appello firmato non solo dalla Lidia Menapace ma anche da Giorgio Cremaschi. In detto richiamo a manifestare si legge: “…dopo gli scontri e la repressione seguiti alle recenti elezioni. Rifondazione comunista aderisce all'appello "Solidarietà e sostegno alla lotta del popolo iraniano", appello con cui molti esponenti delle forze politiche e sindacali della sinistra italiana, in solidarietà con le forze democratiche e progressiste iraniane, chiedono la fine della repressione e la liberazione dei prigionieri politici del regime.” 
Sentire queste ridicole frasi sulla democrazia e sul popolo mi fa venire da vomitare, ci vorrebbe un Lenin per chiarire a questa gente, una volta per tutte, per quale democrazia e per quale libertà in Iran si sta facendo questo bordello. Ci vorrebbe un Lenin per dire esplicitamente a questi idioti comunisti “Permetteteci di mettervi tutti contro il muro” in nome della democrazia e della libertà che tanto vi commuove e vi fa palpitare il cuore. E’ ora di finirla, non si può fare più alcun distinguo (ed anche le loro sottili sfumature culturali mi fanno ribrezzo), come invece tu sostieni nell’articolo, questi comunisti sono cani servili peggio degli altri, più dei dipietrini, dei grillini, dei piddini e del resto dell’aia socialdemocratica dove si allevano, a mangime culturale imperiale, anatre e galline pseudopopolari.
La ragione per la quale gli stolti saltimbanchi democratici di casa nostra si sono messi a fare tutto questo baccano è condensata in una frase del già citato appello che così recita: “…Per questo, di fronte alla violenza scatenatasi in questi giorni è necessaria un’ampia mobilitazione a sostegno degli studenti, dei lavoratori e delle donne, del popolo iraniano”, che tradotto dal linguaggio politicamente corretto dell’imbecillità comunista a quello politico senza ulteriori aggettivazioni significa: siamo con la classe media americanizzata iraniana, con i figli di quest’ultima, detti comunemente studenti, i quali si possono permettere il lusso di studiare e di usufruire della modernità che il denaro dei loro padri privilegiati gli permette di comprare, mentre chissenefrega della classe contadina e dei reietti ai quali Amadinejad ha dato una migliore prospettiva di vita. Non fanno parte del popolo quest’ultimi? E non sono la maggioranza che ha rieletto democraticamente il Presidente?


I brontolii della sinistra e la continuazione delle guerre di Bush con altri mezzi
di Piotr 24 giugno 2009

Ieri c’è stato il sit-in di Rifondazione Comunista sotto l’ambasciata iraniana per protestare contro Ahmadinejad.
Il manifesto di convocazione era stato firmato da poche persone, tra le quali spiccava Lidia Menapace, già del Manifesto, famosa per aver giustificato il suo voto a favore dei “crediti di guerra” - ovverosia a favore del rinnovo della nostra collaborazione all’invasione dell’Afghanistan durante l’orrendo governo Prodi II - con argomenti tra il surreale e lo psicanalitico (e nella classica prosa esoterica del suo ex giornale).
Quando ho sostenuto che il riflusso della strategia imperiale americana imbarazza più la sinistra che la destra, non mi immaginavo che i brontolii peristaltici di questo imbarazzo fossero immediatamente così sonori.
Non era ancora finita l’eco dell’unità di intenti tra Radicali filosionisti e filoamericani, ex-fascisti e fascisti con nostalgie coloniali, giustizialisti dell’IDV, buonisti veltroniani da una parte, e “movimento” (in particolare l’Onda di Roma) dall’altra, tutti scatenati nella canea contro Gheddafi, che una nuova unità d’intenti, spalmata stavolta su una manciata di giorni, si è realizzata contro l’Iran.
Infatti il 17 giugno scorso Radicali, PD, IDV ma anche sindacalisti fascisti dell’UGL, Cesare Salvi insieme a Daniela Santanchè, si sono riuniti a piazza Farnese per protestare contro i governanti iraniani, con slogan come “Where is my vote?” e “Iran stato terrorista”. Il tutto condito dall’adesione della comunità ebraica di Riccardo Pacifici, quella che durante l’eccidio di Gaza che si avviluppava alle feste natalizie, alla presenza commossa dell’allora segretario dei DS Piero Fassino, pregava assieme all’ambasciatore israeliano Gideon Meir: “Il Signore renda i nostri nemici che sorgono contro di noi sconfitti davanti ai nostri soldati. Il Santo Benedetto Egli sia protegga e salvi i nostri soldati, in ogni luogo, da ogni disgrazia e avversità e da ogni malattia. Conceda benedizione e successo ad ogni opera delle loro mani” (conclusione della manifestazione pro-israeliana all’Hotel Parco dei Principi di Roma, del 10 gennaio scorso).
Ed esattamente una settimana dopo, Rifondazione Comunista raddoppia, con il suo sit-in sotto l’ambasciata iraniana. O certo, con importanti sfumature, con mille distinguo. Ovvio; ma questo lo diamo per scontato. E’ il succo che non cambia, è il copione che non cambia: di fronte allo scontro geopolitico che si sta profilando, mentre una piccola parte della destra cercherà di mantenersi degli spazi di manovra, sembra che la sinistra tutta si schiererà sempre a favore degli Stati Uniti e così farà fare ai vari “movement” studenteschi o sociali, con le importanti sfumature, i mille distinguo e manovre diversive di tanto in tanto. Una edizione in piccolo delle feroci rivoluzioni colorate che mandano allo sbaraglio moltissimi giovani per cause sbagliate o per rivoltanti giochi di potere, usandone la generosità e l’idealismo.
Posso anche perdonare altre cose, ma la corruzione e la strumentalizzazione dei giovani non la perdonerò mai. E’ per questo che continuerò a martellare su queste azioni, su questi inganni.
Non dite che in Iran è in corso una rivolta popolare, scribi e farisei ipocriti. Abbiate pudore. Leggetevi i giornalisti internazionali più avvertiti e indipendenti. Scoprite come questa “rivolta  popolare” sia confinata ai soli quartieri centrali della sola Teheran.
Palestina, Iran, Afghanistan, Pakistan. Chissà quanta altra violenza e quanto altro sangue scorrerà in queste terre, centro nevralgico dello scontro geopolitico di cui questa crisi è un sintomo, non la causa. Un mare di sangue, un mare di violenze.
La continuazione delle guerre di Bush con altri mezzi.
O lo si capisce o se ne diventa complici, per sempre.
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti!

postato da trotzkij alle ore 13:24 | Permalink | commenti (18) / commenti (18) (pop-up)
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Commenti
#1    25 Giugno 2009 - 23:57
 
In verità la linea di Rifondazione è quella di questo articolo apparso ieri su "liberazione".
Francamente sono d'accordo

Iran: sostegno
alla rivolta,
non a Mousavi

Fabio Amato
L'Iran, dal 12 giugno, è scosso da manifestazioni senza precedenti. Migliaia di giovani e non solo, sono scesi in piazza contro elezioni secondo loro truccate, sfidando persino i divieti della guida suprema e la certezza della brutale repressione. Sono motivati da un desiderio di cambiamento che va ben al di là delle promesse del candidato Mousavi, impropriamente definito moderato o riformista dai media occidentali. Media dalla memoria corta, o proprio senza memoria. Mousavi, il "moderato", non è un personaggio esterno al regime degli Ayatollah, ma una delle sue varianti. E' stato primo ministro negli anni 80, quelli della repressione del regime khomeinista nei confronti delle forze politiche di opposizione, secolari, laiche e progressiste. Fra questi i comunisti, decimati, fucilati a migliaia dal "moderato" Mousavi. E' stato il primo ministro che ha gestito l'affare Iran-Contras. Per questo viene spacciato come moderato, in quanto la categoria di moderato, in occidente, si applica a coloro i quali sono disponibili a fare affari, non alla democrazia o alla libertà, variabili del tutto dipendenti dagli interessi delle potenze occidentali, che si applicano a seconda dei casi. Vedasi i "moderati" Mubarak, Ben Ali, o i governanti Sauditi.
Le elezioni iraniane, per tentare di fare un esempio improprio, ma che dà il senso delle distanze reali fra i due maggiori contendenti alla Presidenza della Repubblica, assomiglierebbero ad una scelta, in Italia, fra Gasparri e Schifani. A voi la scelta su chi definire riformista o moderato tra i due. Varrebbe la pena di farsi massacrare per uno dei due? No, evidentemente. E' quindi ben altro ciò che muove questa rivolta, che sfugge di mano anche a chi magari pensava di usarla per un regolamento di conti interno al regime. Fra i Palazzi del potere della Repubblica islamica si è aperto uno scontro che sullo sfondo delle manifestazioni di questi giorni sta ridefinendo la mappa del potere interna al regime. In cui le chiavi sono nelle mani della guida suprema, al Khameini, incalzato dal potentissimo Rasfajani, alla guida dell'assemblea degli esperti, l'organismo che potrebbe, secondo l'ordinamento della Repubblica Islamica, rimuovere Khameini. Per questo non è facile prevedere come finirà questa rivolta. Se basterà un accordo di vertice a mettere fine alle mobilitazioni, lasciando che tutto si risolva nel perimetro della teocrazia, o se le rivolte intaccheranno in modo irreversibile il carattere del regime degli Ayatollah.
Non a caso in queste ore si cerca di dividere coloro i quali manifestano per un disappunto riguardante i brogli, e coloro che, invece, definiti provocatori, aspirano ad un radicale cambiamento del regime e della sua natura teocratica. Se è vero che nelle mobilitazioni emerge una frattura anche sociale, fra la popolazione urbana, la classe media e il resto del paese, sarà il comportamento dei lavoratori, dei più poveri del Paese a decidere le sorti di questa rivolta, la più imponente dai giorni della rivoluzione ad oggi.
Lo sciopero generale è la carta che si tenterà di giocare per saldare la popolazione delle città con il resto della Persia. Non sarà semplice, poiché, come ricordava un saldatore in un reportage su Repubblica del 12 Giugno: «Voi venite da Teheran nord e non potete capire». «Ahmadinejad ha aumentato del 50% le pensioni. Mio padre ora riesce a campare con 458mila tuman (380 euro). Prima ne prendeva 270mila. Ha permesso agli artigiani di venir curati gratis in caso di infortuni sul lavoro».
Ahmadinejad inoltre è un baluardo dei militari, dei pasdaran, che hanno goduto, a scapito del clero sciita, dei benefici donati loro dal loro uomo alla presidenza. E' stato però anche protagonista di politiche economiche che hanno creato aumento dell'inflazione, della disoccupazione, producendo non pochi conflitti e resistenze in questi anni, fra cui lo sciopero dei bazari.
Ma le ragazze e i ragazzi che manifestano per le strade di Teheran, non sono mossi da forze esterne. Questa esplosione di rabbia nasce all'interno della società iraniana, una società molto più complessa e articolata di quanto si pensi. Aspirano a poter rompere la gabbia di un potere religioso che soffoca qualsiasi istanza di libertà. Di liberarsi da una democrazia controllata e da un regime in cui l'ultima parola spetta non al popolo, ma al clero.
Non si tratta, per le forze progressiste e comuniste, di schierarsi con uno o l'altro dei contendenti dello scontro elettorale. Si tratta di sostenere il popolo iraniano, nella sua legittima ribellione contro il regime teocratico.

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#2    26 Giugno 2009 - 00:22
 
La perfetta linea della sinistra da salotto. I ragazzi che andate a esaltare sono quelli che alla domanda: i contadini e gli operai dell'Iran cosa devono aspettarsi dall'ennesima rivoluzione colorata? Rispondono che: gli Operai e i Contadini possono andare all'inferno!
Le forze 'progressiste' e pseudocomuniste, ben rappresentate da questo articolo, perseguono ideali strettamente borghesi: i diritti di gay, lesbiche, tavestiti, degli studenti dai ceti privilegiati, della borghesia più parassitaria.
Non a caso rifondazione sposa questa visione: ha sostituito il porletariato con l'Homo Novus Luxuria. Una finta donna, presa come simbolo dai finti comunisti.
I rifondaroli rappresentano solo uno strato sociale particolare: la lumpenborghesia, parastatale e avida, dei paradocenti universitari incolti e degli studenti tanto supponenti quanto ignoranti.
Inevitabile la solidarietà con i ceti borghesi meno produttivi e più dannosi dell'Iran.
Se vincono i rampolli della borghesia americanofila di Tehran, l'Iran precipiterà nella guerra civile, proprio quello che vogliono i burattinai USA (altro che inesistenza delle forze esterne! Gli USA vanno parlando di esportazione della democrazia colorata da anni.)
In realtà non credo neanche nella stoltezza di questi 'comunisti'; non fanno altro che insultare chi si oppone agli USA (disprezzavano e diprezzano i resistenti iracheni; insultavano e insultano Chavez; ecc), ma credo nella loro collusione con l'imperialismo, libera e volontaria.
I rifondaroli inseguono ogni rivoluzione colorata, da Belgrado a Tehran, affinchè trionfi la linea dei loro mandanti e pupari, quelli che stanno a Washington, a Wall Street alla City of London. Altro che comunisti e progressisti!!
Sono solo coscienti agenti del nemico.
Non una parola sui massacri in Afghanistan e Pakistan, non una parola sull'assassinio di Miloshevich, non una parola sul processo Bolivariano (solo insulti contro Cuba); ecc.
Oramai della sinistra radicale è rimasta solo la parola 'radicale', come quella dei pannelliani, con cui applaudono alle bombe democratico-umanitarie dell'occidente.
Jean Paul Sartre ha visto giusto quando ha definito, negli anni '60, la gente come te e il signor amato: 'Anime belle razziste'.
Il mio augurio è che questo ennesimo golpe colorato venga schiacciato prima che si trasformi in un disastro umanitario in cui fare inzuppare il pane al parassitame ipocrita della sinistra buonista (stile coniglio mannaro dei Monthy Payton) ed amante dei 'negretti' (come quelli che soggiornano alla casa bianca.)
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#3    26 Giugno 2009 - 01:10
 
d'accordo con alessandro. soltanto l'area dell'ernesto sembra avere quel minimo di lucidità analitica.
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#4    26 Giugno 2009 - 23:52
 
Piena solidarietà all'Iran a ai Pasdaran, ultimo baluardo di resistenza anti-capitalista e anti-imperialialista planetario.

Quanto ai finticomunisti italiani, ormai non ci sono più parole. Ormai le loro lotte politiche contro Berlusconi(ma chi è peggio?..) vanno dall'abbandono dei diritti e della tutela dei lavoratori a favore di una nuova soggettività politica come l'omus luxuria, dall'idioda sionista di Travaglio per finire all'uso di PUTTANE(Noemi, D'Addario ecc..).

Quanto al manifesto, spero chiuda quanto prima. Ormai è come il corsera, repubblica, lastampa, messaggero ecc.

Cari saluti
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#5    27 Giugno 2009 - 14:57
 
Mi meraviglia il tono delle tue risposte.
Potrei dirti che tu sei un classico parolaio che pensa di fare la rivoluzione grazie agli aggiornamenti sul suo blog. Oppure potrei citarti tutti gli ex trotskisti (in gioventù) che agivano negli USA in funzione antisovietica e poi si sono ritrovati allegramente nella giunta militarpetrolifera di W Bush.
Mischi un sacco di cose, incurante della linea espressa da rifondazione sui singoli argomenti che citi.
Io rispondevo all'articolo che hai postato poichè mi pareva che erroneamente dicesse che il PRC stava dalla parte di Moussavi. Successivamente mi rispondi che sto dalla parte della borghesia corrotta iraniana... Ergo, tu stai dalla parte di chi ha acconsentito che in questi trentanni quella borghesia si formasse.
Soprattutto hai il cattivo vizio di decidere che solo tu e i tuoi amici potete dirvi comunisti.
Fingi di non sapere quali cambiamenti sono avvenuti dentro il PRC, sia ai vertici che alla base, sia sotto il profilo politico che culturale.
Tutto ciò stride con la necessaria analisi materialista della storia, poichè ignori quale sia il mio pensiero sulla mondo multipolare.
Per quello che mi riguarda io sono contro i regimi teocratici a prescindere, siano essi Vaticano o Iran. Sono contro le monarchie assolute ereditarie, siano esse Lichtentstein o Corea del Nord.

Saluti comunisti, se permetti.

PS: fammi sapere quando organizzi la rivoluzione, che se non devo aggiornare la formazione del fantacalcio magari vengo. Sai com'è, noi corrotti dai valori occidentali abbiamo altre priorità
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#6    27 Giugno 2009 - 15:07
 
PPS: mi spiace perchè ho sempre trovato interessante questo blog, ma l'incapacità di sapersi confrontare civilmente è un torto che non accetto.
Immagino che da quì ne dedurrai che sono la tipica sinistra da salotto eccetera... Ma, anche se non te ne frega nulla, sappi che non è così.

Saluti comunisti, se permetti
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#7    27 Giugno 2009 - 15:33
 
Ai tempi di Salvador Allende e del suo governo di Unidad popular in Cile, le signore della buona borghesia scendevano in piazza a protestare agitando per aria le casseruole vuote, perchè, poverine, non potevano più metterci dentro qualcosa di buono da cucinare...quelle "ragazze di Santiago" contribuirono non poco a spianare la strada al golpe di Pinochet. Il Presidente socialista Allende, disse che quelle signore e signorine, abituate ad essere sempre servite a tavola, le casseruole non le avevano mai prese in mano prima di allora...un altro socialista, l'italiano Riccardo Lombardi, meno diplomaticamente le definì "quelle puttane...". Ecco mi sembra che la storia si ripeta: la lotta di classe non è affatto appannaggio esclusivo del proletariato, la borghesia la sa condurre anche meglio e con molta più accortezza, avendo sempre alle spalle l'appoggio permanente e capillare dell'imperialismo occidentale. La differenza tra ieri e oggi è che ieri anche un socialista come Riccardo Lombardi queste cose le vedeva con chiarezza (e io ho imparato da lui a vederle), oggi invece i soacial-comunisti (o sedicenti tali) stanno semplicemente dalla parte della borghesia e dell'imperialismo. Nel 2008 mi ero rifiutato di votare per l'Arcobaleno, oggi invece come un grullo mi sono fatto trascinare a votare per la "lista comunista" alle elezioni europee, ma giuro che non si ripeterà mai più.
Gracco
utente anonimo

#8    27 Giugno 2009 - 17:38
 
#gracco: la domanda mi sembrava chiara, siamo contrari o no alla teocrazia e alle monarchie assolute ereditarie? Oppure vogliamo che la battaglia contro il capitalismo ce la facciano gli altri, indipendentemente da chi sono, mentre noi stiamo comodamente a commentare i post sui blog?
Allende è l'esempio sbagliato poichè contro di lui manifestarono anche le estreme sinistre. E come ti saresti schierato tu allora?
Certo i filosovietici proposero lui di fare il referendum sulla sua Presidenza, ma lui, il tipico rigore socialista, disse di no.
Se perdeva rimaneva un governo filo USA e non una dittatura militare coi suoi lutti, ma per lo meno ci si riprovava al giro dopo.
Se vinceva avrebbe indebolito le opposizioni e magari avrebbe avviato una fase tipo chavista (che la sfida del referendum di cui sopra l'ha accettata).
Ma si sa i filosovietici sono dei finti rivoluzionari.
I trotskisti, loro si, hanno capito tutto!
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#9    27 Giugno 2009 - 19:37
 
Vedo che vuoi solo fare agitazione come un bravo studentello assemblearista e inconcludente.
E' vero che il Prc é cambiato, ma solo in peggio.
Ripugnante la lettera lacrimevole di Vendola, non è col Prc, ma ci manifestate assieme contro, non la teocrazia, ma il Popolo Iraniano.
Vi nascondete dietro un esiguo strato sociale privilegiato; uno strato pronto a svendere la propria patria, non per fare la rivoluzione (su cui ironizzi solo perchè sei incapace anche di concepirla), ma proprio perchè vogliono finire sull''isola dei famosi', l'approdo cui è finita la triste storia dei neo-'comunisti' italidioti.
Le proteste che appoggiate, da 'comunisti', sono sponsorizzate dall'esterno dai seguaci sello shah e dagli USA; all'interno dalla TEOCRAZIA di Rafsanjani e Mussavi, per abbattere Ahmadinejad, un presidente che ha messo i bastoni tra le ruote al berlusconi di Tehran (appunto il miliardario teocrate Rafsanjani), distogliendo i proventi del petrolio dalle grinfie della borghesia semiparassitaria di Rafsanjani e soci, distribuendoli sotto forma di aiuti sociali alla popolazione, in primis, i lavoratori e gli operai dell'industria.
Il Popolo e il Proletariato Iraniani sono con Ahmadinejad.
Voi pseudo-comunisti da Twitter e da divano-rosso in TV, siete per il borghese straccione parassitario (homo novus Luxuria) e contro gli Operai e i Lavoratori, in Iran come in ITALIA.
Perciò, come non avete capito nulla della società Italiana, non potete capire proprio nulla della società Iraniana.
Troppe chiacchiere 'politically correct' fanno male. Siete così 'americanizzati' che la parola Marxismo non sapete proprio come scriverla. Altro che analisi marxista!
Un Marxista non striscerebbe dietro Mussavi e Rafsanjani, blaterando di teocrazie, e ignorando i fatti sul terreno. I marxisti non fanno crociate religiose, li fanno i radicali filo-sionisti e filoimperialisti, con cui avete una chiara e palese affinità culturale-ideologica. Nulla a che vedere con Marx e Lenin.

Ps. La tua pochezza è dimostrata dall'insulsa accusa che i neocon sono ex-trotskisti.
Studia, prima di sproloquiare a vanvera come un pappagallo qualsiasi!
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#10    27 Giugno 2009 - 21:54
 
ma infatti quello che manca è proprio la logica più elementare. sostenere i manifestanti significa de facto sostenere Mousavi e Rafsnajani, ovvero una fazione dell'apparato teocratico iraniano, e di quelle peggiori, che si oppone ad ahmadinajad, reo di usare i proventi del petrolio per aumentare stipendi e pensioni. oppure si pensa di fondare la repubblica socialista dell'Iran attraverso l'appoggio a forze clerico-borghesi che con tutta probabilità, oltre a liberalizzare l'economia interna, imposterebbero la politica estera ed energetica nel senso voluto dall'Occidente americanizzato? perchè di questo si tratta.

p.s. comunque fra i neocon qualche ex-trozkista dovrebbe esserci..
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#11    27 Giugno 2009 - 23:30
 
Sulla questione dei neocon 'trotzkisti' c'è una gran confusione: Molti dirigenti del SWP (partito 'trotzkista' statunitense) lasciarono il partito in polemica con Trotzkij e il suo sostegno all'URSS. Da questa rottura i dirigenti (Burnham, Abern e Schachtmann, i più importanti) si spostarono sempre più a destra, divenendo poi i teorici della 'Rivoluzione dei Managers' (Burnham) e del 'Collettivismo Burocratico' (Schachtmann) le cui teorie influenzeranno la destra tecnocratica e burocratica (Nixon e Reagan), quindi pienamente 'conservative' ma non neo-con; la confusione deriva dal fatto che uno dei giovani neocon, Krystol, è figlio di Irving Krystol, ex-trotzkista in effetti, ma che ha lavorato come direttore di una rivista 'culturale', gestita dalla CIA, nulla a che vedere con Leo Strauss (che non fu mai trotskista o comunista, ma semmai neo-liberista della scuola di von Hajek).
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#12    27 Giugno 2009 - 23:41
 
Per vedraivedrai

Mi duole constatare che i toni verbali si inaspriscono da una parte e dall’altra, questo non fa bene a nessuno, però non bisogna fare orecchio da mercante…Premesso che non sono affatto trotzkysta, né antisovietico, anzi, considero il crollo dell’URSS come una iattura per i due terzi dell’umanità, la questione fondamentale mi sembra questa: dobbiamo privilegiare la forma o la sostanza dei processi socio politici? Se siamo materialisti, il che secondo me significa essenzialmente cercare di smascherare le mistificazioni, dobbiamo privilegiare la sostanza, cioè il contenuto e non la carta variopinta che lo avvolge. Il contenuto ci riporta sempre, ahimè, ai rapporti di classe intrecciati con i rapporti fra gli stati, è così per lo meno dalla Rivoluzione francese in poi, e oggi in Iran assistiamo proprio a questo intreccio. Teocrazia, dittatura, democrazia, monarchia sono da valutare in base ai rapporti sociali che sottendono di volta in volta, non in base ai valori assoluti che proclamano e che invece sono tutti assolutamente relativi. Orbene, contrariamente agli schemi correnti e triviali assai duri a morire, non sempre la democrazia è “buona†e la dittatura è “cattivaâ€, bisogna sempre vedere quale democrazia o quale dittatura stiamo considerando e soprattutto cosa significa, in termini di classe, il passaggio dall’una all’altra o viceversa. Assimilare la Corea del Nord al Lichtenstein mi sembra un’assurdità enorme, un esempio, appunto, di come la forma prevale sulla sostanza o, se si vuole, di come l’idealismo borghese prevale sul bisogno di concretezza e sul rispetto della specificità. Conoscendo la storia della Corea, pur non essendo un seguace di Kim Jong Il, non farei nulla che possa aiutare anche indirettamente l’imperialismo americano ad allungare i suoi tentacoli su quel paese, tu invece, siccome sei contrario alle “monarchie ereditarie†(?!) non faresti nulla per evitarlo, anzi, forse lo vedresti di buon occhio… Ecco, questo è il maledetto modo di pensare astratto, del doppio rifiuto sistematico: né con Hitler né con Stalin (nel 1943), né con lo Stato né con le Brigate rosse (nel 1978) né con Bush né con Saddam Hussein (nel 2003) né con Ahmadinejad né con Moussavi (oggi), ma non vi rendete conto che la forza di trascinamento degli eventi (le guerre o le crisi di sistema) travolge i sacri principi e fa cambiare il senso stesso delle parole alle quali siamo tanto affezionati mentalmente?

Gracco
utente anonimo

#13    28 Giugno 2009 - 16:39
 
Fortunatamente ci pensa Gracco a discutere civilmente e lo ringrazio.
I fatti:
1) viene pubblicato un post
2) per opportuna conoscenza preciso quale sia la linea del PRC
3) mi si risponde dicendo falsità sulla linea e presunti silenzi del PRC, vengo definito comunista tra virgolette e da salotto, "volontariamente colluso col capitalismo", "pupo" manovrato da Washington. Si scomoda Sartre per darmi del razzista e si fanno tutta una serie di deduzioni sulle mie opinioni che @trotzkij sintetizza dicendo "amante dei negretti che stanno alla casa bianca". Un atteggiamento tipico di un vero compagno e comunista, altro che quello di un socialfascista come me.
Caro gracco, dopo tutto questo cosa credi che potessi fare? Pigliarlo per il culo mi pareva il minimo!

Quando poi gli si chiede conto delle allegre carriere dei trotskisti americani nega, salvo poi rettificare quando sono i suoi amici a sollevare il tema. E poi si sa, le sue fonti sono quelle vere e oggettive, quelle degli altri sono tutte manovrate dalla trilateral ad uso e consumo dei sedicenti comunisti razzisti e affamatori del popolo.

Si insiste nel dare etichette (studentello, pseudocomunisti alla twitter, contro i lavoratori, americanizzato, affinità culturale e ideologica con filo sionisti e imperialisti...) deducendo chissà cosa solo perchè non si è d'accordo con lui. E poi non è in grado di ammettere la logica conclusione che gli ho posto, ovvero che se accusa me di essere coi borghesi dell'Iran egli è reo di sostenere chi quella borghesia ha permesso crescesse. Ma si sa lui risponde solo a domande intelligenti, non a banalità come queste.

Poni giustamente la questione forma o sostanza, ma anche tu deduci cose tue personali perchè tu stesso mischi, senza le considerazioni oggettive che chiedi, degli esempi diversissimi tra loro. Con Stalin contro Hitler assolutamente. Con lo stato e non con le BR (anch'esse manovrate, va detto) perchè nel 78 la via rivoluzionaria armata al socialismo mi pareva una stronzata incalcolabile.
E poi incidono le vicende umane e personali (infatti tu non dici dove saresti stato tra Allende e l'estrema sinistra). Per quanto male possa pensare di Trotski e dei suoi patetici tentavi rivoluzionari in giro per l'Europa dopo il 17, finiti miseramente con buona pace dei comunisti di quei paesi e passati sotto le armi, la mia coscienza mi impone di non partecipare alla macchina repressiva staliniana. La razionalità però ci insegna che senza essa non ci sarebbe stata una URSS capace di reggere l'invasione nazista e competere col capitalismo.
Insomma, i temi sono tanti e le variabili infinite. Quindi oggi, per cortesia, non mi si chieda di giustificare il regime iraniano entro il quale comprendo tanto Ahmadinejad quanto Moussavi. Se però i comunisti non sono in grado di capire quando si sviluppano le tendenze nella società e come nel caso Iran le si definiscono puttane, borghesi, razzisti sociali, allora qualche problemino esiste. Sono veri i quattrini messi da Bush per favorire rivolte in Iran, ne parla anche il sole 24ore, ma allora io pongo il problema che i soldi USA aiutarono trentanni fa quei movimenti religiosi che rovesciarono la borghesia precedente. Evidentemente quei soldi non schifano il proprietario di questo blog.
Possibile che non siamo in grado di vedere le cose che chiedono quei giovani e giustifichiamo tutto con le manovre USA, che pure non nego? Per questo non difendo le teocrazie!
I tempi fanno sviluppare delle coscienze comuni che i comunisti devono saper decifrare. Dawkins parla dello "zeitgesist" in un contesto in cui perora la causa atea.
I comunisti se non sanno distinguere e capire i tempi, semplicemente scompaioni, come è oggettivamente in crisi tutto il pensiero variamente marxista, progressista e democratico... Tranne quello trotskista, ovviamente, le cui avanzate sono sotto gli occhi di tutti perbacco.

In questo blog si parla di rivoluzione con una facilità a dir poco imbarazzante, ma chi lo gestisce ha deciso che lui è il vero comunista e gli altri sono solo stolti. A me francamente fa veramente pena chi sciolina tante parole facili comodamente a casa sua.
Tanto, come dire,, a fare i finocchi col culo degli altri siamo capaci tutti.

Saluti abbastanza comunisti eteroditerri da borghesia e imperialismo!
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#14    28 Giugno 2009 - 19:55
 
'Tanto, come dire,, a fare i finocchi col culo degli altri siamo capaci tutti.'

Appunto, ed è il caso del tuo PRC, che dipingi come un rifugio dei coniglietti, stalinisti ma 'bbbuoni...
Gli Stalinisti avrebbero fucilato senza esitazioni i tuoi ragazzi, non così ha agito l''orco' iraniano del momento. I tuoi ragazzetti in fregole che vogliono esprimere i propri 'sentimenti' (Papi voglio la Mercedes LK..., ecco cosa esprimono!). A cosa si riduce il 'marxismo' dei salottieri!
Anche tu stai nel salotto di casa tua a insultarmi nel mio blog, che è pur sempre casa mia.
Straparli di Rafsanjani & co, accusando Ahmadinejad di non averlo fucilato, e questo dopo che ti lamenti che Ahmadinejad ha respresso la rivolta ispirata da Rafsanjani e dal negretto Obama!
Deciditi! O vuoi essere a metà strada come Luxuria?
Ti ricordo che Bush non è più al governo, ma l'antibushismo e l'antiberlusconismo di maniera servono solo a nascondere le proprie vere intenzioni, No?
Quando il tuo prc manifesta contro l'Iran, assieme ai noti forcaioli di pannella e a fini, non c'è bisogno di nasconderne le intenzioni reali.
Puoi fare tutte le false analisi 'marxiste' che vuoi, sta di fatto che tifi per gli USA e le sue guerre.

Ps. Ripeto, studia prima di sproloquiare. Disprezzi Trotzkij come un qualsiasi Mercador potrebbe fare; un vanto per la rivoluzione! Poi però piagnucoli sulla 'brutalità' di Ahmadinejad, dopo aver preso in giro decine di migliaia di rivoluzionari (che non stavano come te, nei salotti, a crogiolarsi nel lacrimatoio stile 'Essere Comunista' o robaccia del genere). Decine di migliaia di rivoluzionari e di comunisti assassinati, fucilati, lagerizzati.
In fondo, proprio il fatto che sei contro chi cerca di superare una fase che è stata ed è fatale per il movimento operaio e socialista, rivangando e riesumando il peggio del passato, dimostra che tu e quelli come te siete ormai al capolinea.
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#15    28 Giugno 2009 - 21:19
 
Bene.
Ti lascio l'ultima parola poichè mi hai convinto.
Imparerò da te come si parla a
nome delle masse.
Il tuo problema è che non sei abituato ad avere commenti che deviano dalla tua opinione. Sicchè ti crogioli nella convinzione di essere l'unico ad aver capito qual'è il giro del fumo. Le cose di cui parli, i poteri che condizionano la politica internazionale, sono tutte cose note che non insegni certo tu.

Buona rivoluzione. E mi raccomando non al giovedì che devo vedere il Grande Fratello.
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#16    28 Giugno 2009 - 21:33
 
Sveglia! Il grande fratello è finito... Come anche l'isola dei famosi!
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#17    02 Luglio 2009 - 10:19
 
Sono d'accordo con quanto afferma Trottzskij. Bisognerebbe distinguere da quella che è la pratica antiimperialista di contro alle posizioni ideologiche. Nella pratica antimperialista si possono anche appoggiare regimi "autoritari" (monarchici, teocratici, ecc. ) se questi non sono funzionali alla politica imperialista. Purtroppo esiste una cattiva coscienza di chi questi problemi li conosce e una crassa ignoranza della base che viene intruppata nelle varie manifestazioni pacifiste, libertarie ecc.
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#18    25 Luglio 2009 - 11:50
 
concordo totalmente con te trockji
Le rivoluzioni colorate non sono altro che l'espansione dell'occupazione imperialista american-sionista.
Non ci vuole tanto per comprenderlo
Quindi chi lotta contro un sistema ,non ne sostiene poi la sua faccia mal nascosta.Per un democretinismo esasperato ed esasperante.

La classe meno abbiente non la trovi in piazza con i colorati,ma con il loro presidente.Pur essendo anti-religioso,mi tocca ammettere che forze teocratiche in alcuni casi sostengono le ragioni popolari.Certo non deve mai mancare l'attenzione nei confronti dei cosidetti regimi,ma il nostro cosa è?Quali diritti hanno i lavoratori precari e quelli in nero,magari italiani sottoproletari o stranieri.Ecco,ma quanto si interrogano sui reali diritti che da la società occidentale nei suoi territori e sopratutto in quelli che affida ai loro buffoni di corte e pagliacci in altri stati.

E poi,ma voi preferite uno come mousavi?cioè uno che è stato coinvolto nell'irangate e per cui insanguinato dalla morte dei sandinisti?

Perchè all'interno di quella "rivoluzione" non vi sono altre forze ,di altro orientamento che possano dare una visione alternativa .No,c'è solo la possibilità di ritrovarsi con MOUSAVi.

Così,ogni tanto si deve anche riflettere!

ciao davide

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